Il Tirreno

Pisa

In "Stenterello pisano" di Sergio Freggia l'amore profondo verso i cani

M.B.

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 PISA. Storie di uomini e di cani. Ma soprattutto di questi ultimi. Sergio Freggia in "Stenterello pisano" (edizioni Ets) li fa assoluti protagonisti di questa storia. Emblematica la frase di R. Ackerley a mo' di prefazione "Il cane ha un solo scopo nella vita: donare il suo cuore". Ecco il leit-motiv.  Una sequela di nomi che svelano un'anima e una profondità che l'essere umano non riesce a decifrare in pieno. Da Lampo, a Whisky, a Lilli, Lola, Leone, Tom, Argo, Virgola e così via. Sensazioni struggenti. Sergio Freggia riesce in pieno, ci conquista, nello svelarci il loro grande cuore. Stenterello non sarà mai solo. Vince l'altruismo e l'amore sugli egoismi umani.  La struttura del linguaggio freggiano, avulsa da formalismi letterari, trasuda passioni. Sono storie pulite, che sgorgano dall'anima, non intrise di falsità e inganni. D'altronde gli animali, quando ti immedesimi in loro e cerchi di capirli, ti danno palpiti veri. Puoi fidarti di loro: trovi il compagno più vero. Emblematica la chiusa, connotata in grassetto: "Sei solo? Vai al canile più vicino e troverai un amico che camminerà con te".

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