Sicurezza
Fu detto no a uno sponsor mondiale
Marco Barabotti
La rivelazione è di questi giorni. La Shiseido era pronta a investire miliardi di lire
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PISA. Le Antiche Navi di Pisa sono ritornate alla ribalta del dibattito, dopo essere state lasciate per troppo tempo al loro destino, tanto che rischiano di sparire definitivamente, inghiottite da quel terreno che miracolosamente le ha restituite quasi intatte, alcune dopo oltre due millenni. Il merito di aver riproposto la questione all'attenzione del dibattito locale e nazionale, è stata di tutti voi: i nostri lettori e di chi, via Internet, ha sottoscritto l'appello del "Tirreno" e degli Amici dei monumenti e musei d'Italia. Siete già stati in oltre 1600 ad averlo fatto al sito www.iltirreno.it Si è insomma ricreata intorno al "Cantiere delle meraviglie" quella visibilità che merita e che invece stava scemando. Il primo grande risultato è stata l'interrogazione dei parlamentari pisani al Ministro dei Beni e delle attività culturali Bondi. Quest'ultimo sarà chiamato a rispondere, probabilmente già a gennaio, direttamente in aula in un "question time". «Ciò metterà ancor più sotto i riflettori dell'opinione pubblica l'assurdità di una vicenda che - dice l'on. Paolo Fontanelli, anche a nome degli altri parlamentari pisani - per la grave disattenzione e inadempienza del Governo e del Ministro, rischia di trasformare una grande occasione per la promozione della cultura e del turismo italiano in una nuova debacle nella salvaguardia del nostro patrimonio culturale, come è avvenuto a Pompei». Intanto è trapelata una notizia, confermata da addetti ai lavori, e mai venuta fuori, e cioè che tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del Duemila, si era proposto per finanziare lo scavo, un colosso mondiale, disposto a sponsorizzare l'opera, mettendoci, a quel tempo, miliardi di lire. Ebbene, alla fine non se ne fece di nulla perché il ministero non avrebbe saputo come "giustificare" l'intervento. Si sa anche il nome dello sponsor: era la Shiseido. Della "Pompei del mare" di Pisa, ne parlerà lunedì prossimo "L'impallato", la trasmissione su 50 Canale condotta da Andrea Buscemi che andrà in onda alle ore 21. Ospiti del programma tutto incentrato sulla grande scoperta delle Antiche Navi di Pisa, saranno il sindaco Marco Filippeschi, il presidente della Provincia Andrea Pieroni, il presidente dell'associazione italiana, nonché pisana, dei musei e monumenti Mauro Del Corso e il direttore del cantiere, nei primi anni degli scavi, Stefano Bruni. Durante la trasmissione sarà rilanciato l'appello a firmare, per tenere viva la questione, con l'obiettivo di far riconoscere il ritrovamento (scavo e museo) come sito dell'Unesco che, se di per sé non risolve automaticamente e subito il problema della tutela del cantiere e dei suoi materiali, dà una notevole spinta a continuare nell'opera di recupero di un patrimonio dell'umanità. Ci sarà anche un invito al ministro Bondi di venire a visitare lo scavo. Finora Bondi è stato l'unico ministro a non effettuare una visita ufficiale al cantiere e a prendere direttamente visione delle enormi potenzialità di quel ritrovamento e delle possibilità che si potrebbero aprire grazie al restauro e all'apertura del museo: un processo di cui in questi anni sono state gettate le basi grazie all'impegno di diversi ministri (Melandri, Urbani, Rutelli) e governi (D'Alema, Amato, Berlusconi e Prodi). Nella trasmissione di lunedì prossimo a 50 Canale, si parlerà dello scavo di Pisa come di uno dei più promettenti siti archeologici dell'intero Mediterraneo (30 navi rinvenute, di cui una decina integre, di varie epoche, dal III secolo a.C, fino al VII secolo d.C.), ma anche del rischio che sia irrimediabilmente inghiottito, se non si interviene urgentemente. «Il collasso è vicino - ecco il messaggio - e c'è tempo fino all'estate, altrimenti il "Porto delle Meraviglie" sarà cancellato». I lavori di scavo vicino alla stazione di Pisa San Rossore sono interrotti e i soldi stanziati dal governo bastano solo per la vigilanza. Si rischia insomma un altro "caso Pompei". Le piene dell'Arno nei secoli e la terra hanno tenuto le imbarcazioni e i suoi preziosi carichi come se fossero stati sotto formalina, ma una volta che si è cominciato a scavare e il cantiere è stato portato alla luce, bisogna evitare danni alla conservazione. Come pure va tutelato un patrimonio culturale che via via si è arricchito grazie alle Antiche Navi di Pisa, cioè il centro di restauro del legno bagnato. Oltretutto questo centro fa dello scavo di Pisa-San Rossore un museo vivo e non solo per un pubblico di eruditi. E questo centro è di per sé un patrimonio eccezionale, tant'è che le sue competenze vengono richieste anche dall'estero, in particolare da paesi asiatici, pronti anche a investimenti. Infine, tra i firmatari di ieri dell'appello, vanno segnalati i nomi dell'assessore alla cultura del Comune di Pisa Silvia Panichi e del sindaco di Calci Bruno Possenti.
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