Il Tirreno

Pisa

Per il giudice di pace l'albergo può fare servizio di trasporto

Candida Virgone

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 PISA. Gli albergatori possono prelevare o accompagnare all'aeroporto, alla stazione o dove vogliono i propri clienti. Lo ha sancito una sentenza del giudice di pace Ermanno Sanzo per una annosa diatriba finita davanti al suo giudizio. E che ha dato ragione ad un albergo del centro, l'Hotel Bologna, multato dalla polizia municipale con il ritiro della carta di circolazione del furgone usato per il trasporto.  Tutto parte da due direttive del ministero, indicazioni che non costituiscono legge ma danno orientamenti ai territori sui comportamenti da tenere. Due direttive rilasciate nel 2009, una ad agosto, l'altra a novembre, di fatto in contraddizione fra loro. Probabilmente sulla spinta dalle proteste di taxi e ncc (i cosidetti noleggi con conducenti) a livello centrale era stato deciso di proibire il trasporto di clienti con uso proprio laddove c'è un ricavo o un corrispettivo economico.  In questo senso era stato interpretato il trasporto normalmente gestito da ogni albergo, urbi et orbi. Il cambio di direzione doveva essere arrivato, sembra di intuire, per successiva e legittima protesta degli albergatori: si emana quindi una seconda direttiva che stabilisce come questo genere di attività sia definibile residuale e minima, con la conseguenza che è impossibile definirla guadagno economico, anche se ovviamente chi presta un servizio lo fa per accaparrarsi un cliente.  In base ad accordi con la prefettura, rappresentante del governo sul territorio, la polizia municipale pisana sceglie di adottare la prima direttiva, in questo caso, si può dire, scontentanto gli albergatori, ma accontentando i tassisti. A settembre dunque viene elevata una contravvenzione, la prima, al primo albergo sorpreso a portare i clienti all'aeroporto, quello di via Mazzini: 78 euro di multa più il ritiro della carta di circolazione da uno a sei mesi a discrezione della motorizzazione, in questo caso per un mese. Il provvedimemnto era stato contestato già la mattina seguente in motorizzazione e la prima udienza si era conclusa con la restituzione della carta di circolazione dopo 15 giorni, in attesa della sentenza. Sentenza che ha dato ragione agli alberghi interpretando la seconda direttiva ministeriale. I tassisti si mettano l'animo in pace.

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