La manifestazione
I carrozzieri: no al risarcimento diretto
Guido Bini
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Un carrozziere al lavoro «In questo modo le compagnie impongono l'egemonia»
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PISA. «Il risarcimento diretto mette in posizione dominante i grandi gruppi assicurativi, a danno dei cittadini e di tutti i professionisti del settore». A puntare il dito contro le anomalie provocate dal sistema del risarcimento diretto è il Consorzio dei carrozzieri italiani, riunitosi nei giorni scorsi a Pisa. In caso di incidente stradale, il poter chiedere il risarcimento danni direttamente alla propria assicurazione avrebbe dovuto rappresentare una rivoluzione positiva nel mondo assicurativo, favorendo la riduzione dei premi e dei tempi di liquidazione. «Ma i premi non sono scesi - dicono i carrozzieri - ed è fallito anche il tentativo di accelerare i tempi dei risarcimenti. Nel frattempo i consumatori assicurati si sono visti obbligati a mettere da parte i loro professionisti di fiducia, dai carrozzieri fino agli avvocati, a favore di quelli imposti dalle assicurazione». I gruppi assicurativi avrebbero presto preteso di controllare tutte le fasi della liquidazione del danno. «Tale egemonia delle compagnie assicurative - spiega Alberto Bagnoli, presidente di Consorzio - ha avuto le sue inevitabili e dannose conseguenze sulle attività imprenditoriali collegate, prima tra tutte quella dei carrozzieri, che è stata messa a dura prova. La pressione delle assicurazioni nel cercare carrozzerie fiduciarie è diventata sempre più incalzante, come frequente è l'emissione di polizze che prevedono sconti ai propri assicurati in cambio della canalizzazione del cliente presso carrozzerie convenzionate, alle quali vengono imposte tariffe di manodopera volte al ribasso a scapito della professionalità». Bagnoli denuncia: «Le carrozzerie che cedono ai grandi gruppi assicurativi e sottoscrivono le clausole capestro che vengono loro imposte perdono inevitabilmente la propria autonomia, mettendo in grave pericolo la loro professionalità. Con evidenti conseguenze sul consumatore che, per dinamiche a lui estranee, si trova a dover subire una riparazione a costi ridotti a fronte del giusto risarcimento al quale avrebbe avuto diritto». A limitare il fenomeno è quindi intervenuta la Corte Costituzionale, che con la sentenza 108/2009 - mal digerita dalle assicurazioni - ha definito come facoltativa la pratica del risarcimento diretto, con la fondamentale conseguenza che il danneggiato può sempre scegliere se avvalersene, oppure agire tradizionalmente contro l'assicurazione del soggetto che ha causato il danno, in applicazione delle regole ordinarie in tema di responsabilità civile. «Il Consorzio Carrozzieri Italiani è nato in questo contesto - conclude Bagnoli -, e unitamente alle tre principali confederazioni quali Cna, Anc Confartigianato e Casa, ha il dichiarato scopo di tutelare la professionalità e l'autonomia imprenditoriale di tutti gli autoriparatori, affinché venga garantita una prestazione d'opera a regola d'arte da un lato, e ci siano le necessarie garanzie per il consumatore cittadino dall'altro».
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