Il Tirreno

Pisa

Comune, oggi il consiglio approva il bilancio

Gianluca Campanella
Una seduta del consiglio comunale
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Una seduta del consiglio comunale

La giunta: non saranno toccati i servizi nonostante i tagli

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 PISA. Si voterà oggi in consiglio comunale il bilancio preventivo per il 2011 del Comune di Pisa. Nella discussione di ieri la maggioranza ha illustrato le difficoltà dovute ai tagli nazionali e ha spiegato la manovra ricordando che «non saranno toccati i servizi ai cittadini». L'opposizione ha bollato questa presentazione come propaganda e ha polemizzato sull'«uso eccessivo delle multe che tartassano i cittadini».  Il punto di partenza è la differenza di fondi rispetto all'anno corrente: il governo ha operato 4,3 milioni di tagli lineari a Pisa. A questi si sommano i tagli indiretti, come per esempio i 900mila euro in meno sul trasporto pubblico. Quasi tutti i comuni italiani si trovano nell'impossibilità di chiudere i bilanci.  Ciononostante la giunta ieri, prima in Toscana, ha presentato il bilancio. Questo è stato possibile, secondo l'amministrazione comunale, grazie al risanamento del debito realizzato negli ultimi anni: si è passati dal rapporto debito/pil del 130% che c'era nel 2003, al 53% attuale. Lo sforzo è stato premiato perché si risparmia sugli interessi passivi dei mutui, permettendo di accumulare un «tesoretto di 900mila euro».  Veniamo alle misure. La scelta è stata di non ridurre nessun servizio e, nel contempo, di non toccare le tariffe: restano gli asili, i bus e continueranno a costare come nel 2010.  Due soli gli aumenti: la Tarsu del 6,5% e il ticket dei bus turistici del 20%. La prima è una misura quasi obbligata per il sindaco Marco Filippeschi: «Recuperiamo due anni di inflazione non conteggiata». Inoltre con gli introiti della Tarsu, ci si avvicina alla copertura complessiva del costo di gestione dei rifiuti solidi urbani. Nel caso in cui la legge sancisse il passaggio a Tia (che deve finanziare in toto il servizio), la differenza non sarebbe traumatica per le tasche dei cittadini. L'aumento proposto si traduce in circa 15 euro all'anno per famiglia.  Invece, la "tassa di parcheggio" dei pullman ricade ovviamente tutta sui turisti trasportati. Il rincaro allinea la tariffa di Pisa a quella di Siena; mentre si resta ancora sotto il prezzo che pagano i visitatori a Firenze.  Per l'opposizione è contraddittorio che si riesca a chiudere il bilancio e si denuncino i tagli: secondo la consigliera Pdl Silvia Silvestri, «da quindici anni si tolgono fondi ai comuni e con governi di ogni colore».  Ma l'accusa più preoccupata della minoranza è che il Comune fa affidamento sulle multe per coprire interi capitoli del bilancio: in primo luogo perché è un'entrata non certa; inoltre perché vanno a colpire in modo «esagerato» i pisani.  In effetti, Pisa è fra le prime città in Italia per multe rapportate alla popolazione. Ma l'assessore al bilancio Giovanni Viale risponde all'obiezione precisando che nel conto totale delle contravvenzioni, solo un quarto è stato elevato contro i cittadini; mentre il resto delle sanzioni è stato comminato a "non pisani". In pratica, i turisti sono molto indisciplinati. Ancora, all'importo messo in previsione nel bilancio si arriva sulla base dello storico degli incassi effettivi.  Infine, nuove entrate sono previste con indagini fiscali per smascherare gli evasori. E minori spese sono realizzate razionalizzando la macchina comunale e risparmiando su partecipazioni, incarichi, assicurazioni e manifestazione storiche.

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