Sicurezza
Arrestato un commercialista
V.B.
Sangiulianese in un giro di false regolarizzazioni di badanti
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SAN GIULIANO.Un commercialista sangiulianese, Adriano Gargetti, è stato arrestato dai poliziotti della questura fiorentina per false regolarizzazioni di badanti. Il professionista, con studio a Ponte a Egola, aveva escogitato un modo per aggirare la norma, ma è stato scoperto. È stata un'indagine lunga su cui da tempo stavano lavorando i poliziotti. Non si può dire che Gargetti e i suoi complici avessero pianificato tutto nei minimi dettagli, visto che ad uno dei falsi assistiti ingaggiati per portare a termine il loro piano avevano assegnato la bellezza di trenta badanti. E' stato questo uno dei dettagli che, oltre a far sorridere, ha messo i poliziotti della squadra mobile e della sezione contrasto al crimine diffuso della questura di Firenze sulle tracce del commercialista che, assieme a tre complici, aveva fatto da "collettore" a ben 253 domande di regolarizzazioni di colf, come previsto dalla sanatoria dello scorso anno. Peccato che nessuno degli aspiranti cittadini italiani - gran parte dei quali nordafricani, senegalesi o pakistani - avesse i requisiti per godere dei benefici della legge. Ma Adriano Gargetti aveva escogitato il modo di aggirare la norma. Uno strategemma che però gli è costato il carcere. Dietro un pagamento di una somma dai mille ai cinquemila euro, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il professionista prometteva di "sanare" decine di posizioni avvalendosi di alcuni prestanome, oggi tutti indagati anch'essi per favoreggiamento della permanenza di clandestini in Italia, che hanno finto di "assumere" alle loro dipendenze gli stranieri che si erano rivolti al commercialista. Talvolta, però, i falsi datori di lavoro non erano neppure in possesso dei requisiti economici per permettersi l'assunzione del badante: per dribblare pure questo ostacolo, le domande erano state corredate anche da documentazioni che attestavano falsi stati patrimoniali. Ad aiutare Gargetti nel "reclutamento" dei clienti stranieri, secondo l'indagine condotta dal sostituto procuratore Fedele La Terza, altre tre persone, finite assieme a lui nel carcere fiorentino di Sollicciano in esecuzione di un ordinanza emessa dal gip Giovanni Perini: Andrea Michelucci, 48 anni, di Cerreto Guidi; Marco Cataldo, 48 anni, e Fabio Campigli, 47, entrambi di Fucecchio. Nel raggiro sono inoltre finite altre 22 persone, indagate per il medesimo reato, tra cui parenti o amici dei quattro arrestati che, presumibilmente con la promessa di partecipare alla spartizione del denaro versato da ogni clandestino, si sono finti "assistiti" dagli stranieri da sanare. Qualcuno non si è accontentato del limite imposto dalla norma, che prevedeva un massimo di tre figure per ogni vecchietto da assistere, e gli sono stati affibbiati trenta stranieri, tutti alle sue dipendenze. Una macroscopica incongruenza emersa nel controllo delle carte. Le domande di regolarizzazioni erano state "disseminate" nelle province di Firenze, Pisa e Livorno, in base alle residenze dei datori di lavoro fasulli. I poliziotti hanno analizzato tutte le domande presentate dallo stesso commercialista scoprendo l'inganno. Sono stati interrogati un centinaio di immigrati, che hanno ammesso di aver versato, per la prospettiva di diventare cittadini italiani, anche tutti i loro risparmi.
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