Il dolore
Studenti fuori dalle aule gelide
Lucia Maffei
◗
Ieri 550 studenti sono usciti dalla scuola Santoni Protesta al Santoni, ma la Provincia replica: impianto manomesso
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Alle 10 di ieri il termostato del primo piano dell'istituto per geometri Santoni segnava 11,7 gradi. I ragazzi non ce la fanno più: «Ce ne andiamo, stiamo congelando». Abbandonano la scuola in 550 su 650, dopo aver resistito per le prime due ore di lezione grazie a sciarpe, guanti e cappotti. Tuttavia, i tecnici chiamati dalla Provincia hanno constatato che, oltre ad un cronica dispersione del calore, i termosifoni erano stati chiusi manualmente in alcune aule tanto che la nota dell'amministrazione parla di voluta manomissione. Gli studenti sottolineano che da giorni la scuola è al freddo tanto che qualcuno si era portato la borsa dell'acqua calda. «È da giovedì 16 che va avanti questa storia - racconta Marco, rappresentante d'istituto -. Il freddo e la neve degli ultimi giorni hanno portato la temperatura interna tra i 10 e gli 11 gradi. Venerdì mattina abbiamo fatto sciopero, sabato le scuole erano chiuse per il maltempo: dopo l'intero finesettimana con il riscaldamento spento fa più freddo dentro che fuori». Secondo una decina di studenti della 4ºH «alcuni termosifoni sono a malapena tiepidi, altri non funzionano affatto. Siamo tutti pinguini». Veronica, 19 anni, si domanda come sarà la situazione al rientro dalle vacanze di Natale, che iniziano da domani: «E se nevica di nuovo?». Al primo piano, dove si trovano le classi degli indirizzi dirigenti e geometri, non resta nessuno. I laboratori sono deserti. Al terzo, dato che l'aria calda sale, i professori fanno lezione davanti ai pochi alunni presenti. Franco Vanni, ingegnere e docente di Costruzioni, indicando uno dei termoconvettori spiega che il problema è nella gestione e manutenzione dell'impianto: «La struttura della scuola non c'entra niente. Probabilmente l'acqua contenuta nei tubi non raggiunge la temperatura sufficiente per innescare il meccanismo di riscaldamento: bisogna controllare i termostati interni». Il preside Pietro Stacchio si è già messo in contatto con la Provincia: «Giovedì scorso ci avevano garantito l'accensione dei caloriferi a partire dalle 4.30 del mattino». Come già scritto, gli uffici tecnici della Provincia parlano di manomissione e la raccomandazione è di chiudere sempre le porte di emergenza in caso di passaggio: «A fronte di una dispersione termica accentuata per le caratteristiche strutturali dell'edificio, si auspica da parte della scuola un maggiore grado di responsabilità nella gestione e nell'utilizzo delle strutture».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
