Il Tirreno

Pisa

Dopo 13 mesi nessuna perizia

Candida Virgone
I resti del C 130 precipitato a Coltano
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I resti del C 130 precipitato a Coltano

Morirono 5 avieri, i pm ancora in attesa del responso dei medici legali

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 PISA. Imbarazzo in procura. A tredici mesi dalla morte dei cinque aviatori della 46ª in una terribile sciagura aerea, i pm che coordinano l'inchiesta sono ancora in attesa del parere dei medici legali.  Le perizie dei consulenti dei pm Sisto Restuccia e Aldo Mantovani sui resti degli sfortunati militari, nonostante siano state più volte sollecitate dalla procura, non sono state ancora depositate. Immediata invece era stata la risposta della biologa forense incaricata dell'esame del Dna, la dottoressa Isabella Spinetti, come da mesi si è conclusa l'inchiesta parallela a quella della procura. Condotta dall'aeronautica militare, era presieduta dal colonnello Giuseppe Gimondo, del comando logistico dell'aeronautica. L'esame delle scatole nere è stato eseguito dal perito nonimato dalla procura, il comandante Mario Pica, pilota militare e civile, uno dei massimi esperti della sicurezza aerea. Il lavoro dei periti militari ha confermato una delle ipotesi più temute. Scartata quella del guasto tecnico o l'impatto con uno stormo di volatili, è rimasta purtroppo quella dell'errore umano, il cedimento di un motore per stallo e perdita di potenza. Di fatto l'aereo, un C 130 J, poteva fare un decollo a bassa quota, come ha fatto, ma sarebbe entrato in stallo nella manovra successiva, una improvvisa virata a sinistra che lo ha fatto precipitare. La registrazione della scatola nera conferma i risultati delle prime indagini (non c'era stato neanche il tempo di lanciare l'esse o esse alla torre di controllo) e non lascia dubbi. Si sente infatti solo il comandante che dice: dai motore, dai motore, per due volte. La terza frase è interrotta dall'impatto. Nella registrazione si sente soltanto: dai mo......  Nel terribile incidente avvenuto nel primo pomeriggio del 23 novembre dello scorso anno durante un volo di addestramento, trovò una orribile morte l'intero equipaggio: accanto al comandante Bruno Cavezzana, alla guida del C 130 J c'era l'allievo pilota Salvatore Bidello; al centro, come terzo pilota, l'altro allievo, Gianluca Minichino; dietro, nel compartimento di carico, il due assistenti al carico, i marescialli Maurizio Ton e Gianluca Larice. Cavezzana, 40 anni, triestrino, viveva a Ponsacco; istruttore e responsabile di volo, comandante del 50º stormo, era una figura di spicco della 46ª: con più di 7mila ore di volo, aveva grande esperienza su vari scenari operativi, di guerra e non, in tutto il mondo. Ton 44 anni, pisano, viveva a Colignola: ha lasciato la moglie e due ragazzi, Federico, 16 anni, e Francesco, 21 anni. Larice, maresciallo di prima, era veneziano. Il volo si faceva per due giovani: Minichino, 28 anni, napoletano, padre di una bimba di 20 mesi appena e in attesa della seconda, nata dopo la sua morte; e Bidello, 30 anni, sorrentino, residente a Cascina.  

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