Sicurezza
Docenti imbavagliati per protesta Studenti, feste per pagare le spese legali
Alcuni docenti dell'Università di Pisa si sono imbavagliati stamani davanti al Rettorato per protestare contro il ddl Gelmini.
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PISA. Alcuni docenti dell'Università di Pisa si sono imbavagliati stamani davanti al Rettorato per protestare contro il ddl Gelmini. «E' l'unico modo - hanno spiegato - per far sentire la nostra voce a un governo che non ci ascolta». Un gruppo di studenti in sciopero della fame ha, invece, occupato una sala dell'edificio per protesta e vi rimarrà fino a domani, giorno nel quale il Senato dovrebbe votare la riforma.
Intanto, il rettore Massimo Mario Augello, dopo avere incontrato il personale tecnico amministrativo per il tradizionale scambio di auguri natalizi, ha deciso di rinunciare al rinfresco perchè »in questo periodo non abbiamo nulla da festeggiare» e per rispetto alla scelta degli studenti che hanno iniziato ieri lo sciopero della fame.
Dopo le numerose denunce per i blocchi stradali e ferroviari e l'occupazione delle Torre pendente, ora il movimento studentesco ha un problema: trovare i soldi per pagare gli avvocati che dovranno difendere le decine di giovani deferiti alla procura da carabinieri e polizia. Un impegno economico non di poco conto.
L'idea è quella di organizzare feste per raccogliere fondi. «Contribuire alle spese legali di chi è stato denunciato è un gesto importante - commentano esponenti del movimento - che dimostra, ancora una volta, la nostra unità in questa battaglia per il diritto allo studio, che la riforma Gelmini vuole abolire o, comunque, ridurre». Una solidarietà, quella del movimento studentesco, che ha già avviato i suoi ingranaggi sabato sera al polo Carmignani, occupato dopo il corteo che aveva sfilato in centro intonando cori contro la riforma Gelmini e lanciando uova e palle di neve contro le sedi dei partiti. Nel polo occupato, in serata, si è tenuta una festa con tanto di musica e luci colorate a cui hanno partecipato numerosi ragazzi che hanno lasciato offerte per contribuire alla raccolta dei primi fondi. Intanto, nonostante la maggior parte degli studenti fuori sede sia partita per tornare a casa durante le feste di Natale e Capodanno, si prevedono iniziative per tenere alta la tensione durante la discussione del ddl Gelmini al Senato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Intanto, il rettore Massimo Mario Augello, dopo avere incontrato il personale tecnico amministrativo per il tradizionale scambio di auguri natalizi, ha deciso di rinunciare al rinfresco perchè »in questo periodo non abbiamo nulla da festeggiare» e per rispetto alla scelta degli studenti che hanno iniziato ieri lo sciopero della fame.
Dopo le numerose denunce per i blocchi stradali e ferroviari e l'occupazione delle Torre pendente, ora il movimento studentesco ha un problema: trovare i soldi per pagare gli avvocati che dovranno difendere le decine di giovani deferiti alla procura da carabinieri e polizia. Un impegno economico non di poco conto.
L'idea è quella di organizzare feste per raccogliere fondi. «Contribuire alle spese legali di chi è stato denunciato è un gesto importante - commentano esponenti del movimento - che dimostra, ancora una volta, la nostra unità in questa battaglia per il diritto allo studio, che la riforma Gelmini vuole abolire o, comunque, ridurre». Una solidarietà, quella del movimento studentesco, che ha già avviato i suoi ingranaggi sabato sera al polo Carmignani, occupato dopo il corteo che aveva sfilato in centro intonando cori contro la riforma Gelmini e lanciando uova e palle di neve contro le sedi dei partiti. Nel polo occupato, in serata, si è tenuta una festa con tanto di musica e luci colorate a cui hanno partecipato numerosi ragazzi che hanno lasciato offerte per contribuire alla raccolta dei primi fondi. Intanto, nonostante la maggior parte degli studenti fuori sede sia partita per tornare a casa durante le feste di Natale e Capodanno, si prevedono iniziative per tenere alta la tensione durante la discussione del ddl Gelmini al Senato.
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