Il dolore
I danni della neve. Il vicesindaco accusa la mancanza di mezzi e lo scarso coordinamento
«Ingannati dal meteo»
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Questa foto pubblicata ieri non riportava il nome esatto dellautore che è Carlo Corazza Ghezzi: indicava pioggia da venerdì pomeriggio
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PISA. L'emergenza legata a neve e ghiaccio è passata. Da stamani scuole di nuovo aperte. «Le ultime verifiche hanno dato esito positivo in tutti gli istituti - spiega il vicesindaco Paolo Ghezzi, che ha anche la delega alla protezione civile ed è responsabile della consulta regionale Anci per la protezione civile -: le caldaie funzionano regolarmente e il servizio mensa può operare senza problemi». Dunque, alunni nuovamente in classe non solo a Pisa, ma anche a Vecchiano, San Giuliano Terme e Calci. Sempre Ghezzi, ieri, ha cercato di spiegare le ragioni del disastro di questi giorni, anche se - a onor del vero - la situazione di Pisa città è stata migliore di quella registrata in alcune aree della provincia. Il vicesindaco ricorda prima di tutto che «il quadro meteo è risultato diverso da quanto previsto: l'allerta che annunciava le precipitazioni nevose indicava, infatti, anche un immediato innalzamento delle temperature con piogge a partire dal pomeriggio di venerdì. Così non è stato e l'emergenza è stata più grave del prevedibile». Per fronteggiare l'emergenza - aggiunge Ghezzi - è stato fatto «un grande lavoro», ma i cittadini non hanno percepito «la reale utilità» degli sforzi. Per quale motivo? Ghezzi osserva: «La natura dell'evento, in parte per la sua entità ma considerandone anche l'estensione territoriale all'intera regione, ha avuto un carattere di eccezionalità che ha impedito di "fare sistema". Tutti erano impegnati ad affrontare un quadro di disagio e paralisi totale nei propri territori con impiego di tutti gli uomini e mezzi a disposizione. Le richieste di intervento superavano di gran lunga le possibilità di soccorso». «Il blocco delle vie di grande comunicazione, con conseguente congestionamento anche del traffico locale - prosegue il vicesindaco - era evitabile ed i piani operativi dei gestori di autostrade e superstrade si sono mostrati inadeguati ed andranno rivisti». Non solo: «Le attrezzature a disposizione per affrontare un'emergenza di queste proporzioni, che ha coinvolto anche l'intera zona costiera, sono inadeguate e l'esternalizzazione della gestione anche di servizi d'emergenza non consente, in molti casi, un'efficace e tempestiva gestione o coordinamento delle attività. Gli enti locali, e direi soprattutto i Comuni, si sono trovati ad affrontare in proprio un vero disastro in molti casi senza adeguate risorse». Secondo Ghezzi, «in protezione civile, e questa era ancor prima che iniziasse un'emergenza di protezione civile, si deve lavorare con un coordinamento forte dei vari livelli (prefetture, Regione, Province, Comuni) con funzioni e responsabilità certe e con una comunicazione chiara ed efficace alla popolazione. In questo si può e si deve migliorare». Dall'analisi dei problemi si deve passare alla ricerca di soluzioni. Per questo il vicesindaco afferma che «a livello regionale è urgente recuperare la capacità di un investimento preventivo sia in uomini che attrezzature capace, a cascata, di dotare le amministrazioni locali di una adeguata capacità di intervento assicurando, al contempo, un coordinamento politico e dirigenziale di alto livello che sappia mantenere elevata l'attenzione degli amministratori locali. Mi pare difficile, per quanto accaduto in Toscana, ricercare una responsabilità unica, anche se in casi specifici è certamente possibile individuarne una prevalente. Lo scaricabarile delle responsabilità è quanto di più inadeguato si possa immaginare rispetto alla realtà sotto gli occhi di tutti. A tutte le società di gestione e a tutte le istituzioni ai vari livelli, nessuna esclusa, non resta ora, per prima cosa, che scusarsi con i cittadini e fare un responsabile "mea culpa", cercando di individuare le strategie per il futuro ed i necessari correttivi alle disfunzioni chiaramente emerse in questi due giorni. Solo così è auspicabile un miglioramento per il futuro».
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