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In via Paparelli i commercianti costretti ad armarsi di pale e a chiamare le ruspe
Mercato, banchi decimati dalla neve Gli ambulanti ora chiedono i danni
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PISA. Solo duecento ambulanti sui 250 che operano nel mercato bisettimanale di via Paparelli hanno potuto montare il loro banco e svolgere normalmente la loro attività ieri. Ci doveva essere l'apertura per tutto il giorno ma le difficoltà si sono viste fin dalla prima mattina. Armati di pale e con l'aiuto di due ruspe che hanno fatto da spazzaneve, gli ambulanti - sia quelli aderenti all'Anva che quelli iscritti alla Fiva - hanno cercato di far fronte alle difficoltà della situazione. Per questo gli operatori della zona hanno annunciato che chiederanno il risarcimento per i danni che sono derivati dal mancato guadagno e la possibilità di ritardare il pagamento della tassa sul suolo pubblico. Sono rimasti di fatto bloccati sin dalle prime ore del mattino da uno spesso strato di neve che ha impedito loro di aprire regolarmente i banchi. Dopo un iniziale momento di sgomento, armati di buona volontà, hanno cominciato a spalare per liberare le corsie e poter lentamente installarsi con i loro automezzi. Un lavoro non semplice, che ha dato i suoi frutti solo in tarda mattinata, quando i più fortunati tra di loro hanno cominciato a vendere qualcosa. Infatti, ancora a mezzogiorno, nonostante il sole e una discreta presenza di pubblico, gran parte dei presenti non aveva di fatto iniziato la vendita. Da qui, un diffuso sentimento di rabbia e un senso di abbandono. Corrado Caso è titolare di un banco di abbigliamento. «Ho 68 anni - dice -, non ho una salute di ferro, eppure sono due ore e mezzo che sono costretto a spalare ininterrottamente neve per riuscire ad aprire. Stamattina era un disastro, non c'era nessuno, né mezzi spalaneve, né protezione civile, né aiuti, siamo stati abbandonati da tutti. Paghiamo 900 euro a volta di suolo pubblico e alla prima nevicata siamo stati lasciati soli». Franco Palermo, presidente della Fiva Confcommercio, denuncia: «È compito dell'amministrazione comunale rendere fruibile l'area del mercato, anche dopo una nevicata. Invece, dal Comune nessuno si è preoccupato di nulla e siamo stati noi imprenditori a chiamare, a nostre spese, due ruspe per spalare la neve. Stiamo parlando di 250 imprenditori, di un vero mercato. Paghiamo 250.000 euro di suolo pubblico l'anno e in cambio non abbiamo servizio alcuno. Adesso chiederò personalmente ai nostri legali di valutare la possibilità effettiva di ritardare di almeno 6 mesi i pagamenti relativi alla tassa sul suolo pubblico, nonché quella di ottenere il risarcimento delle spese avute e dei mancati guadagni per la mattinata persa». Sentimento condiviso da Franco Di Ciolo, il presidente del Consorzio Mercanti di Pisa. «Capisco che la neve sia un evento eccezionale - commenta - ma bastava veramente poco per ridurre al minimo i disagi. Un mezzo meccanico e un po' di sale e in poco tempo la situazione sarebbe migliorata sensibilmente. Invece, è stato il nulla più assoluto e ci siamo dovuti rimboccare la maniche per non perdere del tutto la giornata». Infine, Luca, titolare di un banco di intimo, rilancia una proposta già emersa nei giorni scorsi. «Ci vuole la copertura del mercato, sia per noi operatori, sia per i nostri clienti, in modo da evitare il ripetersi di situazioni simili: sarebbe una cosa ottima sia in estate che in inverno».
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