La manifestazione
I ragazzi sono sul piede di guerra, ma la vicepreside replica che la situazione non è allarmante
Troppo freddo, in classe con il cappotto
Gianni Rosini
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Il complesso Marchesi ospita listituto Santoni Proteste all'istituto Santoni: termosifoni guasti, rischiamo di ammalarci
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PISA. Freddo, acqua e spifferi. Si lamentano gli studenti dell'istituto superiore "Santoni" al complesso Marchesi: ogni mattina entrano in aule fredde, con finestre che spesso non si chiudono e con la colonnina di mercurio che non sale sopra i 20 gradi. Il risultato è che i ragazzi, ma anche gli insegnanti, sono costretti a rimanere in classe indossando cappotti e sciarpe per evitare di ammalarsi. Chiara, una studentessa dell'istituto, dice che la situazione sta diventando invivibile: «Le finestre non si chiudono ed entrano spifferi di aria gelida, i termosifoni non funzionano e l'acqua, nelle giornate di pioggia, invade la scuola e l'entrata dell'edificio, impedendo spesso il passaggio». I ragazzi si appellano al preside affinché trovi una soluzione in breve tempo. Risponde alle critiche la vicepreside Miriam Capini, sostenendo che queste sono le lamentele che ci sono in tutti gli istituti, ma la situazione è tutt'altro che allarmante. «Innanzitutto - precisa - i termosifoni sono perfettamente funzionanti. Non è assolutamente vero che la presidenza non fa niente per migliorare la situazione: ricordiamoci che fino a due anni fa pioveva dentro le classi dell'ultimo piano perché il tetto era in condizioni pessime, ma la Provincia ha stanziato ben 200mila di euro e lo ha fatto riparare». Capini ammette che probabilmente alcune finestre non si chiudono ottimamente, ma sono piccoli disagi che sono presenti in tutte le scuole e ai quali si può rimediare con facilità e rapidità. «Non dimentichiamoci che l'edificio è stato costruito nel 1977 e che, quindi, ha tanti piccoli problemi ai quali ogni anno, comunque, viene trovata una soluzione».
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