Il Tirreno

Pisa

Tre mesi per rinnovare la patente

Giovanni Parlato
Una signora anziana alla guida della sua auto. Adesso chi ha oltre 80 anni deve rinnovare la patente ogni due anni Una procedura che ha intasato l’Asl
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Una signora anziana alla guida della sua auto. Adesso chi ha oltre 80 anni deve rinnovare la patente ogni due anni Una procedura che ha intasato l’Asl

Caos all'Asl che organizza commissioni mediche straordinarie

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 PISA. Se prima entro un mese si poteva passare la visita medica all'Asl per il rinnovo della patente, ora i tempi si sono allungati a tre mesi. La gente si ritrova con la patente scaduta, ma - almeno - con una proroga che consente di guidare fino alla data in cui è stata fissata la visita. «Tuttavia non è certo gratis perché col foglio rilasciato dall'Asl bisogna poi andare alla motorizzazione civile con una marca da bollo di 14,62 euro», dice Domenico Vitiello la cui patente scade il 25 gennaio e la visita medica gli è stata fissata per il 22 marzo. «Il giorno 13 dicembre mi sono recato all'Asl per prendere l'appuntamento, un mese e mezzo prima della scadenza - racconta ancora Vitiello - quando la carta dei servizi dell'Asl prevede trenta giorni come attesa massima per la convocazione della visita».  Al momento in cui il nostro lettore si è visto fissare la data della visita per il 22 marzo è rimasto perplesso facendo presente che l'appuntamento andava ben oltre il limite della scadenza della patente. «L'impiegata mi ha risposto con tutta tranquillità e senza imbarazzo - continua Domenico Vitiello - dicendo che non c'era alcun problema e bastava che mi recassi alla motorizzazione civile e inoltrare la richiesta di proroga della validità della patente fino alla data della visita medica allegando la prenotazione dell'Asl e consegnando anche una marca da bollo di 14,62 euro».  Vitiello sostiene che l'Asl 5 invece di dare un serivizio «fa il contrario, dà un disservizio e lo Stato, invece di risolvere il problema, incassa i soldi». Quindi, il lettore ha chiesto spiegazioni sia del ritardo che del balzello direttamente a Stefano Lelli, dirigente dell'unità operativa di medicina legale del dipartimento di prevenzione. Anche noi abbiamo parlato col dirigente ed ecco i motivi dell'Asl sulla situazione che si è verificata.  «Col nuovo codice della strada entrato in vigore alla fine dell'estate scorsa - dice Stefano Lelli - abbiamo avuto un carico in più di lavoro del 150%. Se prima le visite della commissione erano in tutto 4.300, adesso sono diventate oltre 10mila. Sono questi numeri che hanno creato i ritardi e su cui stiamo lavorando per cercare un'adeguata soluzione alla nuova situazione».  Il responsabile dell'unità operativa dell'Asl spiega che il nuovo codice della strada obbliga gli ultraottantenni al rinnovo della patente ogni due anni. Aspettando la nostra telefonata, il dirigente si è informato sul numero dei residenti ultraottantenni nella provincia di Pisa: «Sono circa 5mila - dice Lelli - e 1.700 le persone che hanno 79 anni. Sommati al resto superiamo i 10mila. Questo incremento comporta un'attribuzione di risorse aggiuntive soprattutto di personale di supporto, in particolare nel front-office e back-office. A breve, ci sarà un confronto con la direzione aziendale per cercare un'attribuzione di risorse. Una o due persone in più potrebbero bastare per cercare di portare a tre il numero ordinario delle sedute settimanali della commissione che, invece, vengono svolte in via straordinaria».  Il dirigente non accetta la critica di «disservizio» avanzata dal nostro lettore. «Il tempo di un mese d'attesa era il risultato di un contesto che, invece, ora è mutato - spiega Stefano Lelli -. La carta dei servizi non è statica e immutabile, si possono anche creare situazione che possono portare a un superamento. Di conseguenza, potremmo anche cambiare i tempi della carta dei servizi, ma non è quello che vogliamo. Stiamo cercando di capire i termini di una nuova pianificazione e non possiamo parlare di un disservizio perché stiamo affrontando l'emergenza con commissioni straordinarie. Abbiamo l'obbligo di pianificare l'attività ordinaria ed è quello che stiamo cercando di fare avendo già portato il ritardo entro tre mesi».  Comunque, attualmente restano i disagi e il balzello. «Il disagio - conclude Lelli - lo capisco anche se dal punto di vista normativo la persona può continuare a guidare. Per quanto riguarda la marca da bollo da pagare, non la chiediamo noi, ma la motorizzazione civile».  Intanto, Domenico Vitiello si è rivolto al difensore civico della Regione Toscana per il rimborso della marca da bollo.  

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