Sicurezza
Salve le borse di studio nonostante i tagli
Gianluca Campanella
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Studenti universitari alla mensa di via Betti L'Ardsu: gli assegni non saranno toccati. Oggi si decide il destino della mensa
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PISA. Le borse di studio saranno erogate al 100 per cento, senza distinzione tra studenti vincitori e quelli "solo" idonei. È la prima decisione presa dal nuovo cda dell'Ardsu, Azienda regionale per il diritto allo studio, che ieri ha tenuto nella sede della Regione Toscana la riunione di insediamento. Da mesi emergono un po' alla volta tutte le proposte utili a far dimagrire il bilancio 2011, che sarebbe dovuto partire da 11,5 milioni in meno rispetto all'esercizio corrente: il taglio era il risultato di una minore erogazione statale al fondo d'integrazione per lo studio e di altre voci. Ma da tempo tutti gli attori coinvolti ribadiscono che «le borse sono la priorità». Il nuovo cda è stato di parola. All'inizio di dicembre sono stati nominati Marco Moretti (presidente) e i pisani Angelo Baggiani, Ettore Bucci e Simone Consani. Ieri è stato sancito il principio del pagamento integrale degli assegni, per il quale tanto si era spesa anche Stella Targetti, vice governatore della Toscana e assessore regionale all'università. La copertura sarà trovata in questi giorni, in cui si affronteranno le singole voci del piano risparmi. Sempre ieri è stata decisa la proroga al 31 marzo 2011 di tutti i precari amministrativi dell'Ardsu, che "scadevano" alla fine di quest'anno: si tratta di una quarantina di persone distribuite fra i tre atenei (Pisa, Firenze e Siena); in città sono 17 unità. Non è stato solo un inizio col "botto", prima delle cattive notizie. Sembra che la situazione sia un po' meno drammatica di com'è stata presentata. La Regione, infatti, ha impegnato dai propri fondi 4,2 milioni a parziale copertura dell'ammanco governativo. E l'Azienda ha trovato anche risorse interne supplementari. Oggi pomeriggio si ricomincia alle 14 e sul piatto ci sono i tagli. In questi mesi abbiamo anticipato la possibile chiusura della mensa di via Betti o la ricomposizione del menu, rendendo alternative una all'altra portate che ora sono complementari: la frutta e il dessert, per esempio. Sembra tuttavia che non siano le uniche possibilità e che la somma dei risparmi sia superiore al necessario. Un buon auspicio, quindi. In parte compensato da una considerazione: una delle varie proposte era dimezzare l'assegno, per riuscire a salvare tutte le borse. Alla luce della delibera di ieri, si può dire con certezza che questa è esclusa. Pertanto diventano più probabili le altre. Si saprà tutto molto presto. L'intenzione del consiglio d'amministrazione è di chiudere prima di Natale con l'approvazione di tutte le misure e lasciare per il mese di gennaio solo la stesura vera e propria del bilancio.
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