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Navi romane, "question time" alla Camera

Navi romane, "question time" alla Camera

I parlamentari pisani chiamano in causa Bondi. Firma anche Bodei

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 PISA. Altre duecento firme in un giorno al nostro sito Internet www.iltirreno.it, per inserire gli scavi delle Antiche Navi di Pisa e il museo come sito dell'Unesco. Ieri sera alle 20 siamo quindi arrivati quasi a quota 1200. Tra i firmatari di ieri, da segnalare il filosofo Remo Bodei, l'on. Paolo Fontanelli e l'assessore ai lavori pubblici del Comune di Pisa, Andrea Serfogli.  Intanto i parlamentari pisani hanno presentato una interrogazione al Ministro dei Beni e delle attività culturali sulla preoccupante situazione dello scavo delle Antiche Navi di Pisa. Ce lo ha confermato l'on. Paolo Fontanelli. «Lo abbiamo fatto - dice Fontanelli - non solo sulla base delle denunce apparse sui quotidiani "Il Tirreno" e "Repubblica", ma anche sulla acquisizione di un quadro informativo assai dettagliato e in queste ore stiamo tentando di rconvertire l'interrogazione in un "question time" così da chiamare direttamente a rispondere il Ministro Bondi. Ciò metterebbe ancor più sotto i riflettori dell'opinione pubblica l'assurdità di una vicenda che, per la grave disattenzione e inadempienza del Governo e del Ministro, rischia di trasformare una grande occasione per la promozione della cultura e del turismo italiano in una nuova debacle nella salvaguardia del nostro patrimonio culturale, come è avvenuto a Pompei».  «Del resto è singolare - dice ancora Fontanelli - che finora Bondi sia stato l'unico ministro a non effettuare una visita ufficiale al cantiere e a prendere direttamente visione delle enormi potenzialità di quel ritrovamento e delle possibilità che si potrebbero aprire grazie al restauro e all'apertura del museo, un processo di cui in questi anni sono state gettate le basi grazie all'impegno di diversi ministri (Melandri, Urbani, Rutelli) e governi (D'Alema, Amato, Berlusconi e Prodi). La scelta di oggi di prevedere per il 2011 un finanziamento per le attività del cantiere di solo 20mila euro è la dimostrazione di una gravissima sottovalutazione culturale e di una totale distrazione dagli obbiettivi di valorizzazione del Paese e del suo patrimonio».  «L'auspicabile e motivato riconoscimento del ritrovamento (scavo e museo) come sito dell'Unesco - conclude Fontanelli - è importante, anche se di per sé non risolve automaticamente e subito il problema della tutela del cantiere e dei suoi materiali».

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