Il Tirreno

Pisa

Un marchio per le terme

Beatrice Ghelardi
Un marchio per le terme

Lo chiede San Giuliano per avere più peso internazionale

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 SAN GIULIANO. San Giuliano vuole un marchio per le terme. La richiesta è stata fatta a Montecatini durante l'assemblea del consiglio direttivo dell'Ancot, l'associazione nazionale dei Comuni termali che a oggi conta quasi trenta adesioni su tutta la penisola italiana. Alla riunione del direttivo era presente per San Giuliano il vicesindaco di Juri Sbrana, vicepresidente dell'associazione.  L'Ancot nasce alla fine degli anni '80 per promuovere e valorizzare il termalismo in Italia. All'associazione possono aderire i Comuni nel cui territorio operino aziende termali pubbliche o private. Le attività principali sono il potenziamento delle risorse termali e la crescita dell'economia turistico-termale. Grande l'attenzione alla ricerca, al confronto, all'orientamento delle proposte e al coordinamento delle politiche termali a qualsiasi livello.  Molti i punti in discussione nell'incontro dello scorso venerdì. Primo tra tutti quello della predisposizione da parte dei comuni membri dell'associazione di una bozza di documento a sostegno del turismo e del benessere, da presentare alle singole regioni e al governo nazionale. L'obiettivo perseguito da Ancot, attraverso questo scritto, è quello della salvaguardia dell'assoluta unicità delle virtù terapeutiche di ciascuna delle stazioni termali, prerequisito necessario affinché le terapie praticate possano essere ricomprese nell'ambito delle cure mediche.  Tutto questo come risposta al crescente dilagare delle spa, aree interne agli hotel e destinate al fitness, con l'introduzione di vasche e idromassaggi praticati con acque prive di capacità curative. Una proliferazione senza sosta che ingenera spesso messaggi distorti e confusione nei potenziali clienti. Da qui, appunto, la necessità di riaffermare il valore terapeutico delle fonti termali. Due le strade possibili in questo senso. La prima: una certificazione delle qualità terapeutiche delle località e delle rispettive sorgenti termali. La seconda: l'affermazione di un marchio che sia esclusivo nelle situazioni in cui non si abbia a che fare con impianti generici, ma con strutture specifiche legate a una fonte termale.  Una proposta fortemente innovativa, dunque, volta a dare un valore aggiunto alle terme, non solo sul piano nazionale. L'invito a considerare i requisiti in discussione come indispensabili deve farsi sentire in particolar modo nel contesto europeo. E già sono molte le Nazioni in cui si applica il principio per cui la presenza di un marchio debba considerarsi fattore ineliminabile per ottenere un riconoscimento delle terme come luogo di cura anche da parte delle strutture sanitarie.

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