Il Tirreno

Pisa

Rebeldìa, il 28 sfratto esecutivo

G.C.

È arrivato l'ufficiale giudiziario, i tempi stringono

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 PISA. Lunedì è arrivato l'ufficiale giudiziario ai cancelli di Rebeldìa e ha effettuato la sua prima visita. Da quel momento sono scattati i canonici 15 giorni, previsti nelle procedure. Il prossimo "appuntamento", 28 dicembre, potrebbe scattare lo sfratto esecutivo. Infatti Rebeldìa ha la sede in via Battisti, nell'area dove si costruirà la Sesta Porta, nodo di interscambio del trasporto pubblico su ferro e gomma. I ragazzi della rete che unisce 31 sigle erano autorizzati dal Tribunale a restare lì fino alla fine dello scorso mese di ottobre.  Dal 2 novembre (primo giorno lavorativo dopo quella scadenza), a turno i rappresentanti del progetto associativo presidiano il cancello per impedire l'accesso alle ruspe di Sviluppo Pisa, la società di scopo, interamente controllata da Pisamo, che svolgerà i lavori.  E oggi pomeriggio, in conferenza stampa, Rebeldìa annuncerà le sue prossime mosse da qui a fine anno.  In questo mese e mezzo, qualcosa si è mosso: per la prima volta si è riunita la Cut, Conferenza università territorio, al fine di trovare una soluzione che piaccia a tutti. Rebeldìa da tempo chiede come destinazione preferita l'ex Asnu, magazzino dismesso, ora proprietà dell'Ateneo, del quale sono utilizzate cinque aule per tenere lezioni universitarie. Ma ci sono problemi burocratici e finanziari intorno allo stabile di via Filiberto. Il Comune risponde con due suoi capannoni in via San Jacopo o il palazzo di Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, in via Saragat. Sedi che le 31 associazioni rifiutano per motivi logistici ed economici  Nelle audizioni del Cut sono stati ascoltati anche i Ctp 5 e 6 (le due ex circoscrizioni che insistono sul territorio dell'ex Asnu). Ma secondo Rebeldìa i Ctp non avevano in precedenza consultato il parere dei loro cittadini.

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