Sicurezza
AL RIDOTTO DEL VERDI
Eva Marinai e la magìa dell'attore
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Domani alle 17.30, nel ridotto del Teatro Verdi, viene presentato "Teorie sull'attore. Percorsi critici per capire le fonti", opera della professoressa Eva Marinai. Il volume è edito da Felici. «L'attore - spiega Marinai - è uno degli elementi fondanti dello spettacolo e agisce su tre livelli. In prima istanza è un membro della compagnia, dello staff di lavoro che partecipa alla realizzazione dell'evento scenico, assieme al regista, al drammaturgo, al costumista, al musicista, allo scenografo e scenotecnico. In seconda istanza fa parte del corpus degli elementi della messinscena, con il testo spettacolare, gli oggetti, le luci, i suoni. Egli dunque è inserito all'interno del gruppo di coloro che costruiscono la rappresentazione o la performance, e all'interno dell'insieme dei segni che compongono la scena. Infine, ultimo e più importante aspetto, è colui che veicola il testo spettacolare al pubblico, ponendosi rispetto ad esso come primo tramite relazionale. Egli è l'opera d'arte. Al contempo soggetto e oggetto della creazione, nonché medium tra la creazione (di cui fa parte o di cui può essere esclusivo artefice) e il suo fruitore, l'attore instaura una particolare, triplice, identità non facile da circoscrivere». Il volume di Marinai, con sguardo pluridisciplinare, affronta lo studio di questo fenomeno, attraverso una scelta ragionata di fonti. L'obiettivo è fornire - a studenti e appassionati di teatro - alcune linee d'indagine per una disamina del processo attoriale, formando "spettatori consapevoli", e - agli studiosi - un insieme organizzato di percorrenze per riflettere su alcuni nodi del problema.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google