Sicurezza
NEONATO MORTO
Assise, si va a gennaio per l'ascolto dei periti
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PISA. Solo un teste, un'ispettrice di polizia, è stata ascoltata ieri mattina dalla Corte d'assise, riunita per giudicare una giovane mamma accusata della morte del figlioletto, avvenuta ad un mese dalla nascita, secondo l'accusa per una encefalopatia derivante dall'aver nascosto il parto. Presieduta da Angelo Perrone con a latere Giulio Cesare Cipolletta, la Corte ha aggiornato il dibattimento al mese prossimo: il 18 gennaio verranno ascoltati dieci testi in comune fra pm e difesa, per lo più medici e soccorritori; il 31 i periti del pm, il tossicologo Mario Giusiani e l'anatomo-patologo Marco Di Paolo, e uno della difesa, il ginecologo Giuliano Giusti. Imputata, con l'accusa di omicidio volontario aggravato dal rapporto di discendenza, una rumena di 33 anni, Maria Scundu, già madre. I fatti risalgono al settembre di due anni fa. La donna, in Italia solo da due settimane, si era sentita male ed aveva chiamato il 118. In ambulanza era stata portata al pronto soccorso del Santa Chiara per dolori addominali e da lì inviata in ginecologia. Nel tragitto era nato il bambino finendo nei pantaloni, nascita scoperta solo dal ginecologo al momento della visita. Per il pm Giovanni Maddaleni, aveva nascosto il parto per disfarsi del piccolo. Perché allora - obietta la difesa, chiamando in causa la non conoscenza dell'italiano e il parto precipitoso come causa dell'encefalopatia - avrebbe chiamato il 118?
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