A Roma in mezzo alla guerriglia
Gianni Rosini
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Il flash-mob in piazza Garibaldi Centinaia di pisani al corteo contro il governo
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PISA. A Roma per far sentire la propria voce. Tra i circa 100.000 manifestanti presenti ieri nella capitale per protestare contro il disegno di legge Gelmini e contro il governo c'erano anche 700 studenti dell'Università di Pisa. Sono partiti con 12 pullman dal parcheggio dell'Esselunga, nella primissima mattinata di ieri, alla volta della capitale e sono arrivati verso le 11 a Rebibbia. Da lì hanno raggiunto il Colosseo dove si sono aggregati al gruppo di studenti provenienti da tutta Italia, alla Fiom e ai terremotati dell'Aquila. I pisani hanno cercato di seguire il corteo che voleva proseguire verso Montecitorio, ma l'area intorno alla Camera era off-limits. A questo punto, studenti e forze dell'ordine sono entrati in contatto, anche se i pisani hanno voluto mantenere la loro linea pacifica e si sono riversati sul lungotevere, fino ad arrivare in Piazza del Popolo, dove si sarebbero dovuti tenere dei comizi. Quei comizi, però, non ci sono stati perchè la polizia ha iniziato a caricare in maniera decisa. Da questo momento in poi la situazione è degenerata. Simone, manifestante a capo del gruppo pisano, precisa: «Gli studenti di Pisa hanno raggiunto il loro obiettivo che era manifestare pacificamente contro una riforma ingiusta e contro il governo. Ci dissociamo completamente dagli episodi di violenza». Mentre gli universitari manifestavano a Roma, a Pisa scendevano in piazza gli studenti medi. Nel pomeriggio flash-mob in piazza Garibaldi.
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