Toscana
Nasce nell'ateneo pisano la mano robotica con caratteristiche umane
Gianni Parrini
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La mano robotica 1 MINUTI DI LETTURA
PISA. Sensibile al tocco, capace di eseguire molteplici prese sugli oggetti e molto più semplice nella meccanica. È una mano "quasi umana" quella che l'Università di Pisa sta regalando al mondo della robotica. È stata terminata in questi giorni la prima mano robotica di nuova generazione realizzata all'interno di The Hand Embodied, il progetto europeo coordinato dal centro di ricerca "E. Piaggio". «C'è un legame molto stretto tra le nostre caratteristiche fisiche e quelle mentali - spiega Antonio Bicchi, direttore del centro "E. Piaggio" e coordinatore del progetto - L'obiettivo è conoscere meglio la mano umana per progettare degli analoghi robotici migliori degli attuali, superando le enormi difficoltà tecniche legate alla complessità della struttura fisica e di controllo». Per portare a compimento la missione, il team pisano sfrutta le più recenti teorie neurofisiologiche e psicofisiche e punta sulle cosiddette "sinergie", che rappresentano lo schema dei movimenti di base della mano umana. Il prototipo dell'Università di Pisa segue esattamente questi dettami: è costruito con giunti e tendini elastici e, pur essendo molto semplificato nella meccanica e nell'elettronica di controllo, è in grado di compiere numerose operazioni con destrezza, proprio grazie alla nuova organizzazione basata sugli schemi di movimento.
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