Il Tirreno

Pisa

I docenti bocciano la sperimentazione

Studenti durante una lezione
◗
Studenti durante una lezione

«Il sistema meritocratico della Gelmini introduce la concorrenza tra istituti»

3 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Molte scuole pisane bocciano la sperimentazione meritocratica proposta dal ministro Gelmini, quella che dovrebbe portare un premio in più nelle tasche dei docenti giudicati meritevoli. Il collegio di settore delle scuole medie di Crespina, Fauglia e Santa Luce - informano i Cobas - ha rifiutato per primo la sperimentazione della valutazione.  E altrettanto hanno fatto i docenti delle medie di Calcinaia e Fornacette, di Castelfranco e Orentano, di Marina e San Piero a Grado.  «All'istituto comprensivo "Gereschi" di Pontasserchio - aggiunge Adriana Demuro, portavoce provinciale dei Cobas Scuola - il rifiuto è stato totale: si riunisce prima il collegio di settore delle medie che rifiuta in blocco la sperimentazione e, quando la notizia viene annunciata al collegio plenario, tutti/e applaudono. Poi, dopo una breve discussione, votano unanimemente, compresa la dirigente scolastica, contro la sperimentazione. E votano contro questa sperimentazione sia i docenti che rifiutano la meritocrazia sia i docenti che, pur accettando un meccanismo di valutazione, si sono dichiarati profondamente contrari a questa sperimentazione ministeriale».  Nei prossimi giorni sono convocati i collegi delle scuole medie e degli istituti comprensivi.  «È importante - sottolinea Demuro - che da tutte le scuole pisane, come sta avvenendo a Torino e Napoli, emerga un rifiuto generalizzato della sperimentazione ministeriale. Il rinnovato tentativo da parte del ministero di introdurre nella scuola pubblica questi sistemi di valutazione del merito ha come scopo la diffusione della concorrenza, tra le scuole e all'interno personale docente, e la gerarchizzazione del personale. I singoli istituti verranno valutati e selezionati in gran parte sulla base dei test Invalsi, che si sono dimostrati negli anni del tutto inadeguati a misurare il livello di apprendimento degli alunni e del tutto estranei a valutare l'effettiva funzione della scuola nella crescita delle nuove generazioni. La selezione avverrà con verifiche esterne effettuate da un team la cui "indipendenza" è tutt'altro che evidente e comprovata, dopodiché verrà stilata una graduatoria tra le scuole e, cosa peggiore, individuata una fascia di "migliori" con una percentuale massima del 25%! E il tutto per pochi euro ricavati dai tagli pesanti alla scuola pubblica, mentre sono stati aumentati i finanziamenti alle private».  Più possibilista sulla sperimentazione la Cisl scuola: «Potrebbe aiutarci a capire - commenta la segretaria generale Maria Giuseppa Canuso - se rispondono a criteri di equità i parametri che intenderebbe adottare il Governo per la valutazione della qualità dell'insegnamento e dunque anche per il riconoscimento del salario accessorio per tutti i docenti».  Nella scuola privata, ad esempio, questi parametri di valutazione sono già stati messi nero su bianco nel contratto nazionale Agidae, alla firma in questi giorni.  Un contratto che prevede un premio di produttività ed un elemento aggiuntivo personale per quei docenti che avranno risposto ad alcuni requisiti: la presenza effettiva sul lavoro, il rispetto degli standard di qualità fissati da istituti certificati, la partecipazione a corsi di formazione, etc. «Sono parametri che possono andar bene anche nella scuola pubblica? - chiede Canuso - Ci piacerebbe ragionarne, anche sulla base dei risultati della sperimentazione. Certo è che se docenti e sindacati decidono, a priori, di fare muro, non potremo mai saperlo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa