Sicurezza
Presentati due libri sulla vita del presidente
Ciampi: l'Italia si difende con cultura e tradizione
Gianluca Campanella
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La presentazione dei libri alla Scuola Normale Superiore 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. «Gli italiani sono pronti a difendere la loro unità con le uniche armi che siamo disposti a imbracciare: cultura, memoria e tradizione». Con un videomessaggio Carlo Azeglio Ciampi saluta i presenti che ieri pomeriggio hanno assistito nella Sala Stemmi della Scuola Normale Superiore alla presentazione dei due libri usciti di recente: "Da Livorno al Quirinale. Storia di un italiano" (edizioni Il Mulino), conversazione tra Ciampi e Arrigo Levi, il suo consigliere al Quirinale; e "Non è il paese che sognavo. Taccuino laico per i 150 anni dell'Unità d'Italia" (Il Saggiatore), colloquio con Alberto Orioli, vicedirettore de Il Sole 24 Ore. Il presidente Ciampi vola altissimo e distoglie l'attenzione da sé per parlare di «Italia unita nonostante tutti gli istinti secessionisti». In questo modo cerca di togliere alla sala le tentazioni di celebrare la sua persona, inevitabili quando si parla di una figura di tale grandezza. Il direttore del Tirreno, Roberto Bernabò, modera l'incontro e ricorre a uno stratagemma per non rinunciare a dare il giusto tributo all'ex presidente della Repubblica. Così Bernabò si concentra sul particolare e racconta la sua esperienza personale: «Sono cresciuto negli anni Settanta, periodo in cui si sentiva il fastidio per la retorica su Patria e tricolore. Ciampi mi ha fatto recuperare quei valori». Anche gli autori dei due libri si soffermano su episodi "minori", delineando un profilo inedito dell'uomo. Levi parla con ironia di «amicizia pericolosa» che lo ha «costretto» a seguire Ciampi sul Colle per 7 anni. Ed evidenzia «la sua lezione su come prendere 30 e lode senza studiare», ma specifica che si riferisce alla laurea in legge. Ciampi, infatti, è anche laureato in lettere alla Normale. Orioli, invece, passa agli anni in cui il presidente emerito era governatore della Banca d'Italia: «Stanco di tanti paper economici, nelle pause andava a trovare Renato Guttuso nel suo vicino studio. Altro ambiente! E l'artista faceva trovare sul tavolo una bottiglia di whisky». Intervengono anche l'ambasciatore Antonio Puri Purini, che parla di «coerenza e dignità di Ciampi. Oggi mancano uomini dotati di sufficiente leadership»; e il docente di storia contemporanea Mauro Moretti: «Abbiamo bisogno di riascoltare quel linguaggio democratico». Il direttore della Normale, Fabio Beltram, descrive la serata come «un'eccezione: abbiamo la regola non scritta di presentare solo libri delle nostre Edizioni. Un grazie al "nostro" presidente». Chiude Bernabò con l'invito ai giovani di farsi contagiare «dalla grande lezione, dal metodo e dall'entusiasmo» di Ciampi.
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