Sicurezza
Il comitato popolare che si prefigge di salvare il monumento appare preoccupato
Tangenziale, una minaccia per l'Acquedotto
Pierluigi Ara
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Un tratto dellAcquedotto mediceo Ma la variante di nord-est, secondo i progettisti, «non intacca l'opera»
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SAN GIULIANO. Il degrado che investe gli archi dell'antico acquedotto avanza a vista d'occhio. D'altra parte sono sorte complicazioni per l'attività che porta avanti il comitato popolare "Salviamo l'acquedotto mediceo", forte di oltre 1700 firme di cittadini. Sergio Sabatini, referente del comitato, ha fatto il punto della situazione insieme con l'architetto Massimo Gasperini, della sezione progettuale; l'ingegner Massimo Bottega, della sezione ingegneria; Ketty Del Moretto, sezione agricoltura biologica certificata. C'era anche Daniele Napolitano, della sezione informatica. Intanto una prima tegola, il trasferimento ad altra scuola della specializzazione "Costruiamo ambiente e territorio", dall'Its di Pisa, che curava il progetto "La scuola adotta un monumento" volto al recupero dell'Acquedotto mediceo. In pratica avviene la totale dismissione dei laboratori e delle attrezzature. Ne ha dato notizia l'architetto Riccardo Benedettini. Ma c'è un'altra preoccupazione che investe il comitato ed è la costruenda tangenziale di nord-est. A riguardo viene detto un no secco alla tangenziale per la quale è in approvazione la variante per la tangenziale (opera ritenuta fondamentale anche per l'ampliamento dell'ospedale a Cisanello, con l'apertura del nuovo pronto soccorso). La nuova arteria - spiega Sergio Sabatini a nome del comitato - dovrebbe fluidificare la direttrice Cisanello - SS1 liberando Pisa dal traffico. I benefici di questa opera però sono effimeri mentre i danni arrecati risulteranno di gran lunga più rilevanti». L'Acquedotto, secondo il comitato, rischia di vedere compromessa la sua già precaria stabilità. «Versa in uno stato di conservazione pessimo: alcune aree sono abbandonate a se stesse, numerosi archi hanno una pendenza che arriva a 12 gradi e presentano crepe molto vistose». Proprio sotto quegli archi passerà il sottopasso della tangenziale, una decisione che il comitato non esita a definire «scellerata». «È l'ennesima dimostrazione di scarsa attenzione con cui viene trattato il nostro patrimonio culturale. La costruzione di nuove strade non risolve il problema. È facile immaginare che la strada, che costeggia l'Acquedotto, sarà utilizzata perfino da numerosi mezzi agricoli, in primo luogo trattori, che considerato il posizionamento del tracciato, potrebbero usarla per spostarsi tra i campi. Gli effetti sulla fludificazione del traffico è facile immaginarla in un quadro più generale». Ma nell'opera di previsione della tangenziale di nord-est, è stato detto più volte, il sottopasso dell'Acquedotto «non intacca il monumento».
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