Sicurezza
Scuola, i precari fanno ricorso
Angela Feo
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Una protesta dei precari della scuolaPer la Cgil però la soluzione deve essere politica e non giudiziaria
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PISA. Scuola, università, ricerca. È questo il settore con la più alta presenza di precari. I numeri parlano chiaro. In Italia sono oltre 69mila i lavoratori precari della scuola che lavorano su posti in organico. Mentre solo nella provincia di Pisa i posti in organico che vengono annualmente coperti con personale precario sono circa 400. Questa situazione ha portato in tutto il Paese a una crescita esponenziale delle vertenze. Vertenze affinché i precari possano acquisire gli stessi diritti dei colleghi assunti a tempo indeterminato, per ottenere, a esempio, il riconoscimento degli scatti di anzianità, o, nel caso degli universitari, per trasformare i contratti atipici in contratti a tempo determinato.
«Una strada percorribile - dice Gabriella Bresci della Flc Cgil di Pisa - che però può essere solo un tassello nella nostra lotta. La questione del precariato non può ridursi alla via giudiziaria, ma richiede una soluzione politica». Il monito della Cgil fa riferimento alla sentenza di primo grado del settembre scorso, quando un giudice del tribunale di Siena ha stabilito l'immissione in ruolo di una docente della scuola, convertendo il rapporto di lavoro a termine in contratto a tempo indeterminato.
«Un giudizio però non definitivo, che fa riferimento a un caso specifico - spiega Giuseppina Sardoni, della Flc Cgil di Pisa - come Flc Cgil abbiamo sempre sostenuto le vertenze fondate sul principio della parità di trattamento tra personale precario e a tempo indeterminato. Non vogliamo però alimentare speranze illusorie. È importante che siano chiari anche i rischi come, ad esempio, le spese che si potrebbero sostenere alla fine dell'iter giudiziario». A questo scopo mercoledì prossimo, a partire dalle 15.45, alla Camera del Lavoro della Cgil, si terrà un'assemblea col personale precario della provincia.
«Un incontro informativo per fare il punto sullo stato delle vertenze giudiziali - dice Daniela Fabbrini, della Flc Cgil Pisa - ma anche per ricordare le importanti iniziative politiche che il sindacato sta portando avanti, come "l'operazione 100.000", la recente proposta in cui, su dati del ministero dell'istruzione, dimostriamo che esiste la disponibilità dei posti per l'immissione in ruolo per 100.000 persone».
«Una strada percorribile - dice Gabriella Bresci della Flc Cgil di Pisa - che però può essere solo un tassello nella nostra lotta. La questione del precariato non può ridursi alla via giudiziaria, ma richiede una soluzione politica». Il monito della Cgil fa riferimento alla sentenza di primo grado del settembre scorso, quando un giudice del tribunale di Siena ha stabilito l'immissione in ruolo di una docente della scuola, convertendo il rapporto di lavoro a termine in contratto a tempo indeterminato.
«Un giudizio però non definitivo, che fa riferimento a un caso specifico - spiega Giuseppina Sardoni, della Flc Cgil di Pisa - come Flc Cgil abbiamo sempre sostenuto le vertenze fondate sul principio della parità di trattamento tra personale precario e a tempo indeterminato. Non vogliamo però alimentare speranze illusorie. È importante che siano chiari anche i rischi come, ad esempio, le spese che si potrebbero sostenere alla fine dell'iter giudiziario». A questo scopo mercoledì prossimo, a partire dalle 15.45, alla Camera del Lavoro della Cgil, si terrà un'assemblea col personale precario della provincia.
«Un incontro informativo per fare il punto sullo stato delle vertenze giudiziali - dice Daniela Fabbrini, della Flc Cgil Pisa - ma anche per ricordare le importanti iniziative politiche che il sindacato sta portando avanti, come "l'operazione 100.000", la recente proposta in cui, su dati del ministero dell'istruzione, dimostriamo che esiste la disponibilità dei posti per l'immissione in ruolo per 100.000 persone».
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