Il Tirreno

Pisa

Una falsa lettera del laboratorio scientifico è stata distribuita per posta ieri in centro

«Sfuggita una nanoparticella al Nest» Famiglie allarmate ma era uno scherzo

Antonio Scuglia
Un cittadino che ha ricevuto la falsa lettera
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Un cittadino che ha ricevuto la falsa lettera

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 PISA. Uno scherzo e non un "attentato mediatico". Ma uno scherzo di pessimo gusto che ha fatto preoccupare centinaia di famiglie. Ai residenti di via Garibaldi, via Santa Marta, piazza San Silvestro e via Gioberti, il postino ha consegnato una falsa lettera del laboratorio Nest con la stampigliatura "Urgente" sulla busta.  «Comunichiamo - recita la lettera - che in data 7 dicembre durante un test sperimentale si è verificato un evento non prevedibile che ha portato alla diffusione fuori dai laboratori del nostro prodotto Csb-150410: trattasi di una nanoparticella concepita per le diagnosi precoci del diastema. Siamo sicuri che questo inconveniente non comporti alcun rischio per la salute pubblica, tuttavia se dovessero presentarsi in famiglia, soprattutto nei bambini, sintomi quali cefalea, nausea, sonnolenza, lacrimazione, si prega di contattare tempestivamente i nostri uffici».  Il centralino è stato tempestato di chiamate, e anche persone molto istruite sono cascate incolpevolmente nella trappola. La Normale ha subito avvisato la Digos, che sta indagando sulla vicenda: l'ipotesi di reato è quella di procurato allarme.  Si trattava ovviamente di una bufala. Il diastema non è una malattia da diagnosticare ma... un termine medico che indica lo spazio talora esistente tra due denti: famoso una trentina di anni fa quello della bellissima Sylvie Vartan. E questa "imperfezione" estetica è l'oggetto di un pesce d'aprile davvero fuori stagione.  La "nanoparticella Csb-150410" non esiste: potrebbe però essere un indizio lasciato volontariamente dagli autori dello scherzo (le cifre, a prima vista, sembrano rimandare a una data).  Studenti e ricercatori del laboratorio interpellati riescono a fatica a rispondere seriamente dicendo che «nulla del genere si studia al Nest».  Molto meno divertita la reazione della Scuola Normale Superiore. «In particolare - spiega il professor Beltram - il riferimento ai bambini, con la descrizione dei sintomi sospetti (guarda caso quelli tipicamente influenzali), lo rende uno scherzo stupido perché può davvero fare preoccupare le famiglie». La falsa lettera concepita per lo scherzo conteneva molti presupposti per sembrare vera: l'intestazione (fasulla) del Laboratorio, la pseudo-firma del suo direttore, e il linguaggio simile a quello specialistico.

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