A scuola di mediazione sociale
◗
Il sindaco Panattoni con lassessore Fortunata Dini Progetto del Comune per intercettare casi di disagio
3 MINUTI DI LETTURA
SAN GIULIANO. Da tempo il Comune, anche attraverso alcuni obiettivi inseriti nel programma di legislatura, sta affrontando il tema delle conflittualità sociali in modo organico, preventivo e non solo repressivo. In particolare sul tema della prostituzione. Grazie anche al concorso e la collaborazione di diversi soggetti e progetti. Pensiamo ai Progetti Sally People, finanziato dalla Società della Salute della Zona Pisana e dai Comuni di Pisa, Vecchiano e San Giuliano Terme e Provis, finanziato dalla Provincia di Pisa e dal Ministero delle Pari Opportunità, che affrontano il fenomeno della prostituzione in strada (sia di adulte che di minorenni e dello sfruttamento lavorativo) offrendo alle donne un'opportunità di ascolto, orientamento, accoglienza, in modo da poter ridurre i comportamenti a rischio sanitario e sociale, accedere ad accompagnamenti per la cura della salute, avviare percorsi di inserimento sociale e cercare così di sottrarsi al fenomeno della tratta. Il Progetto denominato "Prami" (Presidio Relazione Ascolto Mediazione Inclusione) è l'ultimo in ordine di arrivo e risulta sicuramente originale ed interessante al punto da ottenere un finanziamento attraverso la legge regionale sulla sicurezza. L'iniziativa è stata esposta nell'ambito di una conferenza stampa. Il corpo di Polizia Municipale di San Giuliano Terme quindi a scuola di mediazione sociale dei conflitti grazie soprattutto alla formazione fornita in modo qualificato e puntuale dagli esperti della cooperativa sociale Il Cerchio, specializzata su queste tematiche e da vari anni operante sul territorio di San Giuliano Terme con propri operatori di strada. «Si è partiti - è stato spiegato - con un intervento "pilota", coinvolgendo il personale della Polizia Municipale che ha aderito in modo volontario e con motivazione al percorso. Gli obiettivi su cui si studia, ci si confronta e si lavora sono la condivisione dei significati attribuibile al conflitto; aumentare le competenze di gestione della comunicazione in situazioni conflittuali; attivare canali di comunicazione funzionali tra i diversi attori che intervengono sulle problematiche sociali del territorio (Polizia Municipale e operatori sociali). «Questa iniziativa - ha affermato l'assessora alle politiche sociali Fortunata Dini - prende le mosse dall'esigenza di favorire la nascita di buone pratiche sociali e di un buon governo del territorio attraverso la cura delle relazioni tra gli attori coinvolti nei conflitti urbani e non solo». «Intento del percorso proposto - ha sottolineato l'assessora alla sicurezza e polizia municipale Veronica Mele - è di fornire chiavi di lettura concrete e strumenti operativi applicabili alla gestione delle situazioni conflittuali. Anche nel campo della sicurezza. Con un approccio innovativo per questo territorio, ma non meno concreto e efficace nei risultati che può produrre. Coinvolgendo anche la nostra comunità». A breve infatti, è stato annunciato nella conferenza stampa, sarà distribuito a partire delle famiglie di Madonna dell'Acqua un questionario finalizzato al progetto in corso. A seguito di questo primo intervento "pilota" rivolto al personale della Polizia Municipale sono state individuate, fino al 31 dicembre 2010, attività che completeranno il progetto e che verranno coordinate dalla Cooperativa Sociale Il Cerchio, con il supporto del Cisp (Centro Interdipartimentale Scienze per la Pace).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
