Il Tirreno

Pisa

Scuola danneggiata, ora si indaga

G.C.
L’istituto Matteotti durante l’occupazione degli studenti
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L’istituto Matteotti durante l’occupazione degli studenti

La polizia dà la caccia ai responsabili dei vandalismi

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 PISA. Il collegio dei docenti dell'alberghiero Matteotti si è riunito d'urgenza martedì mattina per capire come rispondere agli studenti che la sera precedente hanno danneggiato il piano terra dell'istituto. Nessun professore vuole spiegare cosa è stato deciso; ma di sicuro c'è che la polizia è intervenuta e ha effettuato numerosi rilievi.  Per il momento filtra solo «un senso di profonda amarezza: noi insegnanti stiamo costruendo con fatica la reputazione della scuola e quattro scalmanati compromettono un lavoro di anni».  Gli «scalmanati» sarebbero gli autori dell'occupazione, nata per protestare contro le sospensioni comminate ad alcuni allievi. Lunedì il vicepreside Massimo Salani li ha invitati a terminare l'agitazione. E i ragazzi, di notte, hanno "risposto" sfondando la porta della biblioteca, rovesciando libri e mobili a terra e firmando il gesto: «Salani, guarda come ti si concia la scuola se non ci fai continuare».  All'origine di tutto ci sarebbe un equivoco. La settimana scorsa è stata sospesa una quindicina di ragazzi: una parte ha avuto una sanzione da 2 a 14 giorni per episodi precedenti; mentre agli altri, tutti minorenni, è toccato un giorno di sospensione per «uscita da scuola non autorizzata, la mattina del 30 novembre», giorno della maxi manifestazione cittadina contro il ddl Gelmini.  Il sospetto di qualche professore è che i ragazzi abbiano cavalcato l'ambiguità. Già venerdì scorso il dirigente scolastico, Francesco De Martino, aveva riunito un altro collegio straordinario dei docenti. Esso aveva votato all'unanimità un testo: «Si distinguano i provvedimenti disciplinari legati a situazioni precedenti e indipendenti». Ma gli alunni, nei giorni dell'occupazione, hanno sostenuto che tutte le sospensioni erano dovute alla loro adesione alla mobilitazione contro la riforma universitaria.  Gli alunni hanno paura: «Ho visto la polizia e non sono nemmeno entrata a scuola», racconta una ragazza. Infatti sono scattate le indagini: il Matteotti ha alcune telecamere esterne, dalle quali si potrebbe ricostrire chi era all'interno lunedì sera.  Un professore delle lezioni serali, Rocco Altieri, aggiunge: «Mi dissocio completamente. Sono azioni vandaliche che esulano e nulla hanno a che fare con la protesta». Ma invita la società a «interrogarsi sul disagio adolescenziale: le istituzioni devono recuperare la funzione educativa».

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