Il Tirreno

Pisa

Omaggio a Giancarlo Tognoni

Omaggio a Giancarlo Tognoni

In mostra i dipinti dell'artista pisano

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 PISA. Il noto artista pisano Giancarlo Tognoni espone al Museo di San Matteo, fino al 5 gennaio, una scelta di dipinti recenti. All'inaugurazione, e più diffusamente nel catalogo, Ilario Luperini ha tratteggiato, con la consueta perizia, la personalità di Tognoni, la sua formazione, la partecipazione al dibattito culturale (fra pittori della realtà e astrattisti) e la sua progressiva affermazione come pittore e come maestro dell'incisione, non a caso presente in molti dei più importanti Musei italiani, europei e nordamericani.  «C'è una misura e un senso di mistero che veramente incantano» scriveva già nel 1964 Franco Russoli riconoscendo la sua opera come «un lavoro poetico autentico». Così nel 1970 in occasione della personale alla galleria "la molla" (diretta da Orio Melani) si poteva rilevare la sensibilità lirica di Tognoni, la padronanza dei mezzi espressivi e l'originalità del suo naturalismo, estraneo alla riproduzione e all'imitazione della realtà. A distanza di quaranta anni l'artista è rimasto coerente nella ricerca del senso profondo della natura, che egli contempla nel verde della sua terra fra gli argini d'Arno e le colline pisane, nel mondo segreto delle piante, nei cespugli, nei clivi e recessi dove «la natura ama nascondersi» (come dicevano i Greci) e dove la vita si rinnova nelle sue germinazioni, nei riti nuziali, nei mutevoli ritmi di ascesa e declino. Tognoni pone l'accento sui momenti positivi di crescita, di espansione vitale, di volo, a significare il primato dell' amore per la vita. I dipinti esposti al Museo di San Matteo vanno letti come le pagine di un poema ininterrotto di cui l'artista continua a offrirci felici variazioni sul tema a lui caro. La natura è ricreata e cantata in immagini frante, dove pure sono riconoscibili, come attraverso squarci di memoria, germogli, foglie, semi, fiori, insetti, nel loro continuo disvelarsi, nella gamma umbratile dei verdi, nei grafismi radiosi e lancinanti, nei registri floreali dei rossi e dei blu, che risaltano sulle campiture di luci azzurre gialle arancio e porporine. In ogni dipinto affiorano episodi maturati «nel bel sole carico d'amore». Sono immagini essenziali di un processo di astrazione, assunte come emblemi e simboli, che campeggiano in uno spazio colmo di risonanze cromatiche, a specchio dell'umano sentire del pittore. Nel rapporto fra infinità dell'universo e finitezza delle cose terrene si manifesta ancora lo slancio vitalistico del pittore.

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di Redazione web