Attenzione
Il mondo dell'impresa parla pisano
Daniele Benvenuti
Tamburini, Banti, Ribechini e Bottai ai vertici regionali delle associazioni
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. La Toscana è Firenzecentrica? Qualcuno, soprattutto nella città di Dante, comincia a dubitarlo. I segnali infatti sembrano andare in una diversa direzione, con Pisa che si ritaglia sempre di più un ruolo forte e di guida specie nell'economia. Se il governatore Enrico Rossi, ex sindaco di Pontedera, è l'esempio più alto della "presa pisana" di Firenze, la recente nomina di Stefano Bottai a presidente regionale di Confcommercio è solo l'ultima scalata ai vertici delle associazioni di categoria. Sono già presidente regionali Valter Tamburini per Cna, Paolo Ribechini per Casa Artigiani e Fabio Banti per Confartigianato; a questi vanno aggiunti Pierfrancesco Pacini, presidente di Unioncamere Toscana, la prossima nomina di un altro pisano (il nome è top secret) alla guida regionale di Assoturismo Confesercenti ed anche la presidenza nazionale dei giovani artigiani della Cna con Andrea Di Benedetto. «Qualche prurito i fiorentini cominciano a sentirlo con tutti questi pisani - dice scherzando Valter Tamburini, pontederese -. Queste cariche sono un dato di fatto ed un riconoscimento ad una città e ad un territorio che dimostra, anche in un momento delicato come questo per l'economia, un certo dinamismo». Dinamismo sia a livello di imprese che di attività politica? «Credo di entrambe. Pisa in questi ultimi tempi è tra le realtà più attive della regione. La piccola impresa, che costituisce quasi il 98% del tessuto produttivo, è viva sia a livello artigianale che commerciale. La nostra provincia è dinamica e non si arrende. Anche la politica sta lavorando - conclude Tamburini - come dimostrano i grandi progetti che Pisa sta portando avanti». In campo economico, quindi, Pisa può far valere il suo peso; se poi consideriamo che anche il presidente regionale di Confesercenti, Massimo Vivoli, alla guida di Rete Impresa Toscana è viareggino, l'area costiera si pone come forte contrappunto a Firenze. «Per ora una forza solo teorica - spiega Paolo Ribechini, di Selvatelle, presidente regionale di Casa Artigiani - anche se stiamo lavorando perché ci si accorga di noi. È ovvio che non possiamo portare avanti solo le istanze di Pisa, ma cerchiamo comunque una visibilità. Soprattutto per far valere la grande forza turistica della città che vede nell'aeroporto il suo punto di eccellenza. Un aeroporto su cui dobbiamo vigilare anche alla luce delle parole del governatore Rossi sul rapporto con Peretola; l'inaugurazione la settimana prossima del collegamento veloce con Firenze è comunque un passo avanti. Tornando all'economia - conclude Ribechini - cogliamo i risultati di un tessuto vivo fatto di piccole imprese che vogliono comunque andare avanti». Ma davvero l'unione fa la forza? Ne è convintissimo Fabio Banti, presidente regionale di Confartigianato: «Una presenza forte di pisani ai massimi livelli regionali è importantissimo e forse fa capire anche nel nostro territorio il ruolo che ricopriamo con le nostre associazioni. Un territorio in cui la piccola impresa è ancora viva e pronta a resistere. L'unione può costituire un valore aggiunto per la nostra economia locale - dice ancora Banti -. Emblematico in tal senso è il ruolo di Rete Impresa Toscana, realtà nata proprio in regione e poi esportata a livello nazionale. Artigianato e commercio devono fare fronte comune (la presidenza si alterna ogni sei mesi: dopo Tamburini adesso è il turno di Vivoli di Confesercenti e dopo sarà appunto di Banti, nda) visto che rappresentiamo il 98% delle imprese. Dobbiamo far capire la nostra forza per confrontarsi con il patto sindacati-Confindustria-governo regionale. Se in questo compito, i pisani sono i protagonisti, meglio ancora».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
