Il Tirreno

Pisa

Scuole, la protesta continua I ragazzi: avanti fino a Natale

Gianluca Campanella
Scuole, la protesta continua I ragazzi: avanti fino a Natale

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Continuerà fino a Natale la protesta delle scuole superiori a supporto degli universitari mobilitati contro il disegno di legge Gelmini. Con intensità diverse a seconda del clima interno che si è creato in ogni istituto, dopo che sono stati presi o annunciati provvedimenti disciplinari verso gli autori delle occupazioni. Gli alunni dell'artistico Russoli, per esempio, pensano a qualcosa di soft. Questa mattina si riuniranno in assemblea e giocheranno d'anticipo per trovare una soluzione che concilii le due esigenze: continuare la mobilitazione e non calcare troppo la mano con i docenti.

Un ragazzo spiega: «Ai professori non piacerebbe un'altra occupazione, perché noi abbiamo già perso otto giorni di lezione. Se mandiamo un segnale, possiamo ben disporli ed evitare le sospensioni». Aldo Filippi, che in quell'istituto insegna progettazione grafica, però racconta che «non ho sentore di posizioni ufficiali, né di provvedimenti particolari». E accoglie in modo positivo il "patto implicito" offerto dagli allievi: «Dimostrano di essere consapevoli; perdere tante giornate alla lunga potrebbe pesare». All'alberghiero Matteotti, invece, la situazione è più delicata: di nuovo in occupazione, gli studenti intendono continuare la lotta "dura e pura" fino a quando non saranno ritirate le sospensioni già comminate. Infatti, una quindicina di loro, tutti minorenni, è stata sospesa e il collegio dei docenti all'unanimità ha votato un documento che fa luce su quelle sanzioni: «Episodi precedenti e indipendenti dall'agitazione nazionale». «Tutte balle», replica un ragazzo che con alcuni suoi amici sostiene: «I professori ci hanno punito per "uscita non autorizzata" da scuola, nei giorni dei cortei studenteschi. L'anno scorso ci hanno appoggiato quando scioperavamo per i termosifoni rotti e oggi, per un motivo molto più importante (il contrasto alla riforma Gelmini, nda), dicono di essere dalla nostra parte, ma lo dimostrano in questo modo». Non hanno paura di resistere «anche venti giorni», se necessario: «Alla fine i prof capiranno. Se tutta la scuola - tranne le quinte che hanno paura per l'esame di maturità - è in agitazione per una quindicina di ragazzi, vuol dire che abbiamo ragione». Proveranno a spiegarsi nel pomeriggio, quando è previsto un consiglio d'istituto convocato d'urgenza dal preside Francesco De Martino. Infine lo scientifico Buonarroti: da venerdì cominciano i consigli di classe per gli scrutini del primo trimestre. La dirigente Nadia Lombardi ha chiarito che sarà quella la sede delle decisioni. Ma voci insistenti paventano una pioggia di sospensioni e conseguenti 5 in condotta. Al punto che genitori, metà del corpo docente, ragazzi e delegati sindacali hanno redatto quattro documenti distinti che chiedono alla preside di fermare il supposto "pugno duro".

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