Finanza
APPELLO AI PRESIDI
La Cgil: no alla repressione
1 MINUTI DI LETTURA
PISA. La sospensione o il 5 in condotta per gli studenti che hanno occupato gli istituti cittadini e partecipato alle manifestazioni contro la riforma Gelmini, paventati da alcuni dirigenti scolastici pisani, potrebbe, secondo la Cgil, «configurarsi come una forma di repressione del dissenso espresso dagli studenti verso uno dei provvedimenti tra i più discussi e contestati adottati dal Governo». Le proteste hanno fatto «emergere lo spirito propositivo e costruttivo degli studenti e l'attaccamento verso la scuola e l'Università quali strumenti per costruire il futuro: una scuola aperta e inclusiva che deve essere anche luogo di incontro, confronto e ascolto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google