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Pisa

Senza soldi, Certosa a pezzi

Pierluigi Ara
Senza soldi, Certosa a pezzi

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CALCI. «La situazione è critica soprattutto per lo stato in cui si trovano i tetti delle celle dei monaci». Severina Russo, neodirettore del complesso monumentale della Certosa (è succeduta di recente a Maria Teresa Lazzarini, andata in pensione per raggiunti limiti di età) dopo un controllo accurato del celebre complesso monumentale, insieme ai suoi stretti collaboratori, fa il punto alla luce dell'ondata di maltempo che ha investito anche la Vallegraziosa.

Le rilevazioni, alle quali hanno fatto seguito ripetuti gridi di allarme, soprattutto a livello istituzionale, trovano una puntuale conferma. «Questa volta - annota il direttore - non si sono riscontrati particolari problemi aggiuntivi nonostante la pioggia. Certo è che bisogna intervenire perché alcune parti della nostra Certosa necessitano di una manutenzione straordinaria, che si accompagna a quella ordinaria. Qualcosa è stato fatto, per esempio sono state rimosse le ostruzioni di alcune docce e canale che avevano creato non poche complicazioni».  Il pensiero va agli affreschi e alla sala grande e spazia in altre direzioni. Fa sapere la Russo: «Il muro di cinta pericolante, che da sulla strada, lato Omberaldi, vedrà a breve un intervento specifico. È già in moto la necessaria procedura. Va da sé che occorre molto altro».

In effetti la Certosa attende dal Ministero dei Beni Culturali finanziamenti cospicui e adeguati. A riguardo c'è stata una sollecitazione, or non è molto, anche attraverso il sindaco Bruno Possenti il quale ha allertato i parlamentari Maria Grazia Gatti e Giorgio Fontanelli, i quali hanno rivolto al ministro Bondi un'articolata e documentata interrogazione. D'altra parte un appello è stato lanciato anche dai tre consiglieri comunali della lista civica "calci nel cuore". La mobilitazione è pressoché generale per salvare e salvaguardare l'enorme patrimonio artistico che la Certosa custodisce.  Al capezzale della "grande malata" si dicono tutti preoccupati. «Il fatto è che - tiene a rimarcare il direttore Russo - occorrono i soldi. Quanti? Centinaia di migliaia di euro». Le buone intenzioni a questo punto non bastano più. Si impongono azioni concrete. E bisogna fare presto».

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