Il Tirreno

Pisa

L’ha annunciato il direttore Maria Chiara Carrozza all’inaugurazione dell’anno accademico

Il Sant'Anna sbarca a San Giuliano

Daniela Salvestroni
Il pubblico alla inaugurazione dell’anno accademico
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Il pubblico alla inaugurazione dell’anno accademico

Il comune termale ospiterà il nascente polo di scienze della vita

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PISA. Dopo un anno positivo, la Scuola Sant'Anna si appresta ad affrontare il 2011 con molte preoccupazioni dovute alla riforma del sistema universitario, ma anche con nuovi progetti, come il Polo Sant'Anna a San Giuliano che unirà i settori di scienze agrarie e scienze mediche. I cambiamenti sono stati illustrati ieri alla cerimonia d'apertura dell'anno accademico. «È previsto lo sviluppo dell'istituto di scienze della vita nel Polo Sant'Anna San Giuliano - dice il direttore della Scuola Sant'Anna Maria Chiara Carrozza - È uno dei nostri progetti più ambiziosi, teso a produrre una forte integrazione fra i settori di scienze agrarie e scienze mediche secondo le direttrici previste nel nostro piano strategico».  Inoltre si dovrà procedere alla riforma strutturale e all'evoluzione delle attività di ricerca che fino a oggi erano svolte nei laboratori e nei centri distribuiti nel territorio.  «Faremo partire istituti tematici - spiega Carrozza - che si occuperanno di ricerca e formazione in sei aree strategiche. Gli istituti saranno gli avamposti scientifici della Scuola, strutture innovative dove svilupperemo graduate programs con lauree magistrali e corsi di dottorato per rafforzare il binomio ricerca e formazione da cui la Scuola è stata caratterizzata nell'ultimo decennio. Gli istituti rappresenteranno anche le sedi fondamentali per lo sviluppo della nostra didattica integrativa undergraduate: già negli ultimi due anni abbiamo cercato il massimo coinvolgimento degli allievi nelle attività di ricerca fin dai primi anni di studio universitario».  Per il nuovo anno accademico la Scuola ha ricevuto oltre mille domande di ammissione per i soli quarantasette posti disponibili a causa dei tagli del governo.  «L'insoddisfazione dei giovani - afferma Carrozza - è legata soprattutto alla consapevolezza che in questo momento non c'è un investimento adeguato nell'istruzione e nella ricerca pubblica. La risposta al momento di crisi dell'università è infatti andata in due direzioni: tagli lineari e un'ondata di norme che appesantiranno ulteriormente la vita e le attività accademiche. E non sorprenda che queste preoccupazioni vengano espresse da chi ha l'onore di dirigere una Scuola della quale la totalità dei laureati e dei perfezionati trova entro sei mesi dal conseguimento del titolo una collocazione professionale. Non possiamo pensare di poter operare come un'isola felice: il nostro sviluppo è strettamente legato all'efficienza del sistema universitario pubblico nel suo complesso».

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