La manifestazione
Genitori e prof. contro la preside
«No a sospensioni e cinque in condotta»
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PISA. I provvedimenti disciplinari contro gli studenti delle superiori che hanno manifestato contro la riforma Gelmini stanno scatenando da giorni una scia di polemiche. Docenti, genitori, rsu e ragazzi dello scientifico Buonarroti in quattro documenti distinti difendono il diritto alla protesta democratica. I professori dell'alberghiero Matteotti, invece, sostengono che le sospensioni sono indipendenti dal movimento anti Gelmini e chiedono di riprendere le lezioni. Al professionale, infatti, i ragazzi hanno ricominciato l'occupazione da giovedì, dopo che una decina di loro è stata sospesa per un numero di giorni che va da 2 a 14. Il giorno dopo, il preside Francesco De Martino ha convocato una «riunione straordinaria» del collegio dei docenti, che all'unanimità ha approvato un testo: «Riconosciamo le ragioni della protesta nazionale; ma gli studenti distinguano essa dai provvedimenti disciplinari, che sono legati a situazioni precedenti e indipendenti». Per domani è previsto un «consiglio d'istituto urgente» aperto a tutte le componenti della scuola «al fine di riprendere il dialogo». Ma resta fermo l'appello finale: «I docenti sono preoccupati per le continue interruzioni delle lezioni. Invitano gli allievi a riprendere l'attività didattica e i genitori a collaborare affinché ciò avvenga». Passiamo al liceo scientifico. Le decisioni sono rimandate ai consigli di classe che cominciano il 10 dicembre. Ma le posizioni della dirigente Nadia Lombardi hanno destato allarme: la preside ha denunciato alla Questura l'occupazione e ha controllato personalmente i libretti delle assenze che recavano la dizione «adesione a manifestazione studentesca». Anche al Buonarroti, quindi, si temono sospensioni e 5 in condotta. Pertanto venerdì sera ci sono state assemblee dei genitori e dei professori. Questi ultimi hanno diffuso un documento che al momento riporta 41 firme (su un totale di circa cento docenti). La raccolta riprenderà domani, ma gli insegnanti hanno premura che già si sappia che «non esiste alcun intento persecutorio verso gli studenti e non adotteremo, nelle sedi opportune, alcun provvedimento che si configuri come punitivo, discriminante e/o vessatorio». Alla promessa per il futuro affiancano una considerazione di «merito su quanto è accaduto: una mera applicazione di norme, pur essenziali per il buon funzionamento, non può esaurire il giudizio»; vanno considerati anche «contesto e intenti». E al "contesto" si rifanno anche i genitori, che parlano di «dissenso generalizzato contro i provvedimenti in discussione in Parlamento. L'assenza non si può quindi caratterizzare come collettiva e ingiustificata, ma come protesta a sostegno di uno dei più grandi movimenti studenteschi degli ultimi anni». I genitori poi rilevano una possibile «ingiustizia»: alcuni alunni hanno scritto sulla giustificazione «Motivi di salute». Al netto dei "veri" malati, il rischio è che i provvedimenti siano «comminati solo ad alcuni studenti, più facilmente individuabili. Si pone a questo punto un vero problema di esercizio democratico della protesta anche perché gli sfaceli e le devastazioni, da alcuni paventate, non ci sono state». Concludono con un avviso ai naviganti: «I genitori del Buonarroti chiedono, decisamente, alla dirigente e agli insegnanti di non procedere a provvedimenti disciplinari. E si riservano di intraprendere ogni azione di tutela che riterranno opportuna». Anche il Collettivo studentesco evidenzia la «discriminazione tra studenti "riconosciuti" dalla preside» e gli altri; credono in una scuola regolata dal «dialogo, senza trucchetti, né rancore» e che li veda «protagonisti dell'istruzione». Se ciò non fosse, «la nostra protesta non si fermerà». Infine, la Rsu stigmatizza «il clima di tensione pesante che si è creato e la pressione da parte della presidenza per indurre gli studenti a un'autodenuncia». Critiche arrivano anche dalla Cgil. Gianluca Campanella LEGGI IL DOCUMENTO DEI GENITORI SU WWW.IL TIRRENO.IT
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