Gioco
LICEO BUONARROTI
Studenti puniti, parla la preside: ho denunciato, ma non ho fatto i nomi
G.C.
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La preside Nadia Lombardi 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. «Era mio dovere denunciare l'accaduto. Ma sono stata elastica: niente nomi. Il paradosso è che potrei essere denunciata io per omissione». Nadia Lombardi, dirigente dello scientifico Buonarroti, conferma il clima di tensione che si respira in questi giorni, successivi all'occupazione dell'istituto. E conferma di «essere percepita come una "minaccia" dai ragazzi». Se ne dispiace: «In altre scuole non mi era mai successo. Ma alla fine gli alunni capiranno: l'azione educativa può passare anche attraverso l'incomprensione». E allora spiega il suo punto di vista; in primo luogo ricorda le regole sul 5 in condotta: «Forse gli allievi pensano il contrario, ma quel voto ci può essere solo se "prima" c'è stata una sospensione». Quella la comminano i consigli di classe, che cominciano il 10 dicembre per gli scrutini. Se anche piovessero sospensioni e poi votacci, intanto sarebbe una decisione collegiale; e poi «siamo molto attenti alla tempistica: è solo il primo trimestre e c'è tempo per recuperare. Un episodio non può sancire la fine di un percorso». La preside, inoltre, fa una concessione: è stata una "quasi" occupazione, perché «l'accesso ai locali non era impedito e alcuni docenti sono riusciti a tenere le lezioni; anche se sono dovuti andare in biblioteca». Conclusione: «Ognuno ha il suo ruolo. La spaccatura degli insegnanti sul caso è normale dialettica. E alcuni alunni li vedo "bimbi"; ma forse c'è questo clima perché qualcuno ha bisogno di protagonismo». Sulla vicenda intervengono i Cobas scuola e la Rete dei precari, che esprimono solidarietà agli studenti e chiedono l'intervento dei professori.
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