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Pisa

Le navi romane la nostra Pompei, senza soldi scavi bloccati e rischi

Le navi romane la nostra Pompei, senza soldi scavi bloccati e rischi

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Se a Pompei i muri crollano, a Pisa gli archeologi puliscono i wc e mettono l'olio nelle pompe idrovore per evitare allagamenti e il deperimento delle scoperte archeologiche. Accade al cantiere delle navi romane, cioè agli scavi che, iniziati nel 1998, con le sue 16 imbarcazioni di varie epoche, sono la "miniera d'oro" del nascituro museo agli Arsenali medicei. Da un anno gli scavi sono fermi per mancanza di fondi. «Da mesi non riceviamo più un solo euro di finanziamento», confessa Andrea Camilli, direttore dello scavo. «La direzione regionale dei beni culturali fa il massimo e lo fa bene», dice Camilli. Peccato però che per tutto il 2010, Camilli ha dovuto fare i conti con solo 300mila euro arrivati dal ministero.

«I conti sono presto fatti - dice - i soldi ci bastano solo per pagare le bollette. Il cantiere è di fatto fermo da un anno». Lo scavo appare in ordine, pulito, e ben tenuto a dimostrazione che nonostante la penuria dei fondi, gli archeologi si sono rimboccati le maniche e fanno di tutto anche se qualcuno li definì «fannulloni».L'anno scorso, durante l'esondazione del Serchio, si è avuto un allagamento con danni per 20mila euro, soldi che non sono ancora arrivati. Se piove di quel che tuona e se si dovesse rompere un'altra pompa forse non ci sarebbero i soldi per ripararla o sostituirla in tempi brevi. Un altro allagamento nel cantiere potrebbe essere un'ipotesi non così remota e i danni rischiano di essere irreparabili.

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