Sicurezza
L’accusa è di lesioni colpose per una paziente che si ammalò dopo essersi ferita
Prese il tetano, medico nei guai
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Ambulanze davanti al Pronto soccorso del Santa ChiaraOrtopedico rinviato a giudizio per il vaccino non iniettato
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PISA. Nessuno aveva pensato di fare un'antitetanica a quell'anziana signora venuta in ospedale a farsi medicare una banale ferita e che avrebbe potuto, come poi infatti è accaduto, sviluppare il tetano. L'infezione quindi era andata avanti esplodendo con tutta la sua violenza una decina di giorni dopo e con conseguenze che si sarebbero protratte per mesi. La signora all'epoca aveva 78 anni e oggi ne ha 80. L'incidente domestico in cui si ferì risaliva al giugno di due anni fa, la sua odissea sarebbe andata avanti sino alla fine dell'estate. Per questa presunta storia di malasanità è stato rinviato a giudizio, con l'accusa di lesioni personali gravi, un noto ortopedico del Santa Chiara, il dottor Pietro Alfieri, 58 anni. Il processo a suo carico è iniziato ieri mattina davanti al giudice monocratico Luca Salutini. Il dibattimento è stato immediatante aggiornato alla prossima primavera.
I fatti risalgono al 9 giugno del 2008, quando la signora si fece male a casa, a Cascina, mentre stava trasportando una cesta in vimini piena di verdure dall'orto. La donna si ferì al polpaccio destro e i parenti la portarono al pronto soccorso dell'ospedale. Da qui fu mandata in clinica ortopedica dove fu medicata e poi rinviata al Deu, dove non fu riscontrato nulla di anomalo. Per medicazioni varie, nei giorni successivi, la donna tornò quattro volte in ospedale, ma tutto sembrava procedere bene. Intorno al 16 la ferita sarebbe apparsa arrossata, per cui era stata decisa la somministrazione di antibiotici. Poi la situazione era peggiorata. Il 17 giugno la signora si era sentita male: non poteva deglutire, né aprire la bocca, poi aveva accusato dolore alla gola e ai polmnoni. Il 18 viene portata al Santa Chiara per gravi problemi respiratori, ma per i medici del 118 si sarebbe trattato di un attacco di panico. La mattina seguente nuove importanti difficoltà respiratorie spingono il medico di famiglia a rivogersi al pronto soccorso: quando arriva al Santa Chiara si pensa ancora ad un attacco di panico ma si dispongono degli accertamenti neurologici che alla fine evidenziano un quadro clinico compatibile con una infezione da tetano.
La donna a quel punto viene portata in rianimazione e sedata con coma farmacologico, secondo l'accusa per 45 giorni. Entra ancora nel reparto di pneumologia il 18 agosto ed il 28 viene ricoverata in un istituto di Volterra. Alla fine di questa odissea la famiglia, che si è costituita parte civile assistita dall'avvocato Euro Bartalucci di Firenze, presenta querela. Il pm Aldo Mantovani cita direttamente a giudizio il dottor Alfieri, che è difeso dall'avvocato Patrizio Pugliese.
I fatti risalgono al 9 giugno del 2008, quando la signora si fece male a casa, a Cascina, mentre stava trasportando una cesta in vimini piena di verdure dall'orto. La donna si ferì al polpaccio destro e i parenti la portarono al pronto soccorso dell'ospedale. Da qui fu mandata in clinica ortopedica dove fu medicata e poi rinviata al Deu, dove non fu riscontrato nulla di anomalo. Per medicazioni varie, nei giorni successivi, la donna tornò quattro volte in ospedale, ma tutto sembrava procedere bene. Intorno al 16 la ferita sarebbe apparsa arrossata, per cui era stata decisa la somministrazione di antibiotici. Poi la situazione era peggiorata. Il 17 giugno la signora si era sentita male: non poteva deglutire, né aprire la bocca, poi aveva accusato dolore alla gola e ai polmnoni. Il 18 viene portata al Santa Chiara per gravi problemi respiratori, ma per i medici del 118 si sarebbe trattato di un attacco di panico. La mattina seguente nuove importanti difficoltà respiratorie spingono il medico di famiglia a rivogersi al pronto soccorso: quando arriva al Santa Chiara si pensa ancora ad un attacco di panico ma si dispongono degli accertamenti neurologici che alla fine evidenziano un quadro clinico compatibile con una infezione da tetano.
La donna a quel punto viene portata in rianimazione e sedata con coma farmacologico, secondo l'accusa per 45 giorni. Entra ancora nel reparto di pneumologia il 18 agosto ed il 28 viene ricoverata in un istituto di Volterra. Alla fine di questa odissea la famiglia, che si è costituita parte civile assistita dall'avvocato Euro Bartalucci di Firenze, presenta querela. Il pm Aldo Mantovani cita direttamente a giudizio il dottor Alfieri, che è difeso dall'avvocato Patrizio Pugliese.
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