Gioco
DAVANTI A CENTO DETENUTI
L'ex Juve Massimo Mauro porta in carcere la musica classica
C.V.
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PISA. «Mi sentivo in debito, più con me stesso che con qualcuno. Con una promessa fatta e non mantenuta. Un detenuto una volta, dopo una delle partite di calcio giocate in carcere insieme a Franco Baldini e Nicola Caricola, mi aveva detto che se Adriano Sofri avesse lasciato il Don Bosco non ci avrebbe visto più. Che di partite e di successive "pizzate", preparate con maestria in carcere, non ce ne sarebbero state più. Ma che dici?: gli avevo risposto. Di fatto, invece, è successo così. Per questo oggi sono di nuovo qui. Sono tornato per mantenere la promessa e per offrire a chi è recluso un'ora diversa, in cui pensare ad altre cose». Massimo Mauro, ex giocatore ella Juve, dell'Udinese e del Napoli, oggi commentatore sportivo di Sky, è tornato dopo anni al carcere Don Bosco con uan bellissima iniziativa, un concerto di musica classica dedicato a chi è privato della libertà personale. Con altri noti giocatori di serie A, appunto Baldini e Caricola, aveva organizzato con Sofri in carcere una serie di tornei di calcio accolti con gioia da chi sta dietro le sbarre. Oggi ricorda: «Iniziative come queste, mi aveva detto un detenuto, non finiscono in quella giornata: sono occasioni di ricordi e commenti per mesi. Ci ridanno la vita». Ora Mauro, alla guida dell'Associaizone Vialli e Mauro contro la Sla, ha voluto fare di nuovo qualcosa per chi è recluso. L'iniziativa, realizzata grazie a Maurizio Mian, ha visto l'esibizione nella palestra del carcere di tre giovani ed emozionati musicisti, la pianista Saskia Giorgini, il violoncellista Argentino Pasceri e il violinista Giulio Plotino, che si sono esibiti in pezzi di Brahms e Mendelssohn. Dei 410 reclusi presenti al Don Bosco hanno fatto richiesta di poter assistere al concerto in 130: sono stati ammessi in 100, 15 dei quali donne, la metà stranieri. Con Mauro e Mian c'erano il direttore del Don Bosco, Vittorio Cerri, rientrato dall'incarico massesse lunedì, il vicedirettore, Angelo Botti, il responsabile dell'area trattamentale, Alessandra Truscello, e poi il presidente del tribunale, Salvatore Laganà, il comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi, il col. Angelo Del Luca, del comando provinciale dei carabinieri, l'assessore comunale Silvia Panichi, e il vicepresidente della Provincia, Alessandra Petreri. C'è voluto un po' di sforzo per portare la platea al silenzio assoluto, ma l'entusiamo dei giovani esecutori è riuscito a catturare l'attenzione di chi di musica classica non aveva mai sentito parlare.
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