Proteste
ASSEMBLEA
Le lunghe ore prima del corteo
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Notte prima del giorno che racconteranno ai nipotini. È lunedì sera. Polo Marzotto "okkupato", mille persone in un'aula che ha la metà dei posti a sedere. È l'assemblea che deve decidere tutto e che presenta mini fratture nel gruppo. L'argomento è come affrontare eventuali incidenti con le forze dell'ordine il giorno dopo, cioè ieri. La casistica presenta gli interventi più diversi: ci sono quelli del centro sociale, che sarebbero andati volentieri a Roma e che nel voto di sabato scorso non hanno «avuto i numeri» per vincere la prova di forza. Al microfono rilanciano: «Domani uomini vestiti di blu proveranno a fermarci». C'è il pacifista a oltranza: «Se partiamo in diecimila, dobbiamo rientrare in altrettanti. Basta che ne fermino uno e noi non ci muoviamo finché non lo rilasciano». E c'è chi propone al tavolo dei moderatori di solidarizzare con la polizia: «Fanno lo sciopero il giorno prima della fiducia; mettiamo in cima al corteo uno striscione che dice "Noi il 13 dicembre manifestiamo con voi"». Gli rispondono: «Se vuoi fallo». Così il gruppone si divide tra chi è super carico e chi dice: «La chiamano democrazia, ma decidono sempre i soliti». Una ragazza: «Vogliono mostrare di avere gli attributi. Ma l'obiettivo è ritirare la riforma, non scontrarsi con la Digos. Se per fare ciò, perdono la visione generale, sono proprio imbecilli». Il giorno dopo, per fortuna, non succede nulla. G.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
