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Il rettore nel mirino del Pdl
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PISA. Il presidente della Regione, Enrico Rossi, Pd, ha espresso solidarietà nei confronti del rettore dell'ateneo di Pisa, Massimo Augello, e di quello dell'ateneo di Firenze, Alberto Tesi. «Ritengo - commenta il governatore - che un rettore abbia il diritto di manifestare il proprio dissenso rispetto ad una riforma che taglia in maniera indiscriminata e non investe sul futuro dei giovani e dell'università». Intanto il centrodestra spara sul rettore Augello e sulla protesta degli studenti: «Se lo stesso presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) Enrico Decleva sostiene che la protesta degli universitari è stata artificiosamente gonfiata, sarebbe il caso che il rettore dell'ateneo di Pisa Massimo Augello tenesse bassi i toni contro il ministro dell'università Mariastella Gelmini». Lo dicono il consigliere regionale del Pdl e coordinatore regionale della Giovane Italia, Tommaso Villa, e il responsabile regionale di Studenti per la Libertà, Luca Cuccu. «Le posizioni di Augello e soprattutto di Tesi - dichiarano Villa e Cuccu - sono assolutamente minoritarie rispetto al panorama della docenza nazionale. Lo dimostrano le parole con cui si è espresso il presidente dei rettori, definendo una "falsificazione" bella e buona le affermazioni secondo cui "tutti gli studenti, o la maggioranza di loro, siano contro la riforma" e parlando di "protesta gonfiata". La riforma universitaria punta a restituire centralità al merito, contro lo strapotere dei baroni. C'era da aspettarsi che a qualche rettore ciò non piacesse per nulla. E le reazioni scomposte, semmai, sono quelle di costoro». Quanto agli studenti, Villa e Cuccu chiedono l'intervento del prefetto: «Ora basta: a tutela dell'ordine pubblico e del buon funzionamento dei servizi cittadini a Pisa, è ora che il prefetto intervenga contro il modo di protestare. La città è rimasta fin troppo a lungo ostaggio di questo manipolo di facinorosi». A sostegno della protesta si esprime la rappresentanza sindacale unitaria (rsu) della Scuola Normale Superiore: «Il disegno del governo è quello di andare verso una progressiva privatizzazione dell'università, della conoscenza e della ricerca, anche attraverso la drastica riduzione del personale, come è stato fatto nella scuola, facendo compiere al Paese un salto all'indietro e ipotecando il futuro dei giovani».
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