La manifestazione
E qualche passeggero, a sorpresa, solidarizza
«Ho sbagliato giorno per venire a Pisa, ma questi ragazzi fanno bene a protestare»
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PISA. Ai passeggeri non fa piacere restare bloccati per ore in stazione, ma capiscono i problemi dei manifestanti e accettano la situazione. Che lo dica una professoressa universitaria è quasi scontato; se lo afferma anche un imprenditore, forse il vento sta cambiando. In fila per comprare biglietti "inutilizzabili", ci sono dunque Mariolina Palazzolo, docente romana: «Sono perfettamente d'accordo con i ragazzi. Ovvio, sono danneggiata, ma la mia posizione passa in secondo piano». E un signore elegante che prova a prenderla con ironia: «Ho sbagliato giorno per venire a Pisa». Gli spieghiamo che è così in tutta Italia: «Bene! Se è contro il ddl Gelmini, lo posso tollerare». Altre due ragazze erano in ospedale per visite mediche. Susanna cerca il doppio punto di vista: «Sarebbe più indicato non fare trambusto in città. Lo giustifico, ma bloccano gente che non c'entra nulla». Laura, invece, è più battagliera: «Credo che la protesta sia giustissima. Certo, i disagi sono generalizzati e sarebbe più utile circoscriverli nei palazzi del potere: a "loro" non interessa che la gente aspetti invano i treni». L'unico contrario è un avvocato di Firenze che cerca di andare a Grosseto per un cliente: «Ragazzi, anch'io ho diritto di lavorare». Compensato da un passeggero che scende dal Livorno - Firenze, unico convoglio che entra in stazione in tutto il pomeriggio. Nel sottopasso del binario 8, parla tra sé: «Se vuoi ottenere qualcosa, devi per forza fare così». G.C.
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