Attenzione
Dramma lavoro nelle scuole
Angela Feo
In pericolo 95 addetti alle pulizie. La Cgil accusa: appalto non rinnovato
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PISA. Novantacinque lavoratori. Che rischiano di restare senza un'occupazione. Sono per la maggior parte donne, impiegate nelle ditte appaltatrici per le pulizie dei ventiquattro istituti scolastici della provincia di Pisa. Nei loro confronti sono già state attivate, da parte delle imprese, le procedure di licenziamento collettivo. Il motivo? «Il 31 dicembre scadrà la proroga ministeriale dell'appalto per le pulizie - spiega Cinzia Bernardini, segretario generale del sindacato Filcams Cgil di Pisa - ma al momento non è prevista nessuna nuova gara. Finché non sarà approvata la legge di stabilità (ex finanziaria) non sappiamo ancora quali saranno le risorse per questo settore. Regna l'incertezza assoluta». Dal primo gennaio scorso, ricorda il sindacato, il ministero dell'Istruzione aveva già ridotto il finanziamento per gli appalti alle ditte di pulizie del 25 per cento. Questa volta però, dicono alla Filcams Cgil, ci sarebbe addirittura il rischio della disdetta dei contratti. Da una parte dunque la scuola («Sempre più degradata, dove si rischia di compromettere la salubrità degli ambienti in cui vivono studenti, alunni, bambini e insegnanti», dice Bernardini), dall'altra lo spettro della disoccupazione che andrebbe a colpire una fascia già debole di lavoratori e lavoratrici. Novantatrè su 95 impiegati nelle ditte di pulizie nella provincia di Pisa sono donne, con contratto part-time (in media venti ore di servizio alla settimana) e stipendi che oscillano dai 250 ai 500 euro al mese. Persone che lavorano solo nove mesi l'anno (visto che il loro impiego è legato all'anno scolastico) e la cui età media oscilla dai 40 ai 50 anni, dunque con maggiore difficoltà di ricollocarsi nel mondo del lavoro. Moltissime hanno quest'occupazione da oltre dieci anni, hanno figli a carico e sono monoreddito. «Come se non bastasse - spiega Ombretta Pieracci, componente della segreteria Filcams Cgil - per questo settore, al contrario di quanto succede nell'industria, non è prevista alcuna indennità di mobilità». Per scongiurare tutto questo il 2 dicembre, domani, è stato proclamato lo sciopero nazionale dei lavoratori delle pulizie nelle scuole e una manifestazione nazionale che si terrà a Roma. «Quello che chiediamo - continua Pieracci - è che venga prorogato l'appalto almeno fino al 30 giugno dell'anno prossimo e che si impegni questo tempo per preparare una nuova gara. Uno dei possibili scenari è che si opti per ulteriori tagli, cosa che avrebbe comunque ricadute sull'occupazione e sulla situazione della scuola pubblica». «Si tratta dell'ennesimo attacco all'istruzione, dopo i numerosi tagli avviati dal Miur nei confronti del personale docente e dei collaboratori - conclude Bernardini -. Noi facciamo delle semplici domande: se saranno tagliati gli appalti, chi pulirà le scuole l'anno prossimo? E come è possibile che il governo Berlusconi trovi 250 milioni in più per le scuole private e, allo stesso tempo, non dia alcuna rassicurazione sulle necessarie risorse e tutele a garanzia del futuro di questi lavoratori?».
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