Il Tirreno

Pisa

Olio, qualità e quantità discrete

Pierluigi Ara
La raccolta delle olive e a destra Tiziano Nizzoli e Letizia Montanari
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La raccolta delle olive e a destra Tiziano Nizzoli e Letizia Montanari

Carrellata tra i produttori del lungomonte: evitato il dramma del 2008

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 SAN GIULIANO. "A macchia di leopardo" la raccolta delle olive. "Macchia di leopardo" è l'espressione usata dagli esperti e dagli addetti ai lavori a indicare anche la produzione dell'olio. Annata discreta o buona.  Poteva andare meglio, ma poteva finire peggio: su questo concordano tutti. Il quadro generale, che ne viene fuori, risulta complessivamente positivo. Visto come si erano messe le cose a un certo punto, ci possiamo stare. Fotografa così la situazione Elena Fantoni, diretore della "Strada dell'olio", associazione che comprende i Comuni del lungomontee cioè San Giuliano, Vecchiano, Calci, Vicopisano e Buti: «Si è dimostrato efficace la difesa contro due nemici temibili e cioè la mosca e la margaronia, quest'ultimo attiva soprattutto a Rigoli e in Valle Graziosa. Oggi le armi a disposizione si dimostrano in grado di salvare gli oliveti, o almeno contenere i danni».  La Fantoni, che dirige il settore ambiente del Comune termale, in questi giorni è impegnatissima su fronti diversi. «Le tecniche di raccolta - fa osservare - si stanno perfezionando e ciò incide non poco sulla qualità e quantità del prodotto». Licia Gambini, direttore dell'associazione Frantoi, è sulla stessa lunghezza d'onda: «La mosca olearia ha fatto danni, ma non grandissimi. Si registra un diverso andamento magari sullo stesso terreno con piante cariche e altre meno, dipende anche dalla cura individuale degli olivi. Quanto alla resa, essa risulta accettabile, oscilla dala 12 al 15%. Dunque un 20 o 30% inferiore la produzione rispetto all'anno scorso. La qualità è quella che conta.  L'olio 2010 nei confronti con il recente passato: «Quest'anno discreto - buono, nel 2009 senza lode, nel 2008 un vero dramma e tre anni fa eccellente». Realistica la valutazione di Andrea Acciai, dirigente del servizio agroforestale della Provincia: «È presto per un bilancio definitivo, visto che siamo appena a fine ottobre. Però la tendenza ci fa intuire una inferiore quantità, con una resa minore oscillante dal 12 al 15%, quando la passata stagione la resa sfiorò il 18-20%. Ciò è la conseguenza di un andamento altalenante su vari fronti. In un discorso più ampio, la produzione sull'intero territorio si aggira tra le 12 le 16mila tonnellate, nella media. Problema prezzi, resta da stabilire. La previsione è all'insegna della stabilità».  Paola Pelosini, della Coldiretti, preferisce cedere la parola ai suoi collaboratori in un giudizio molto prudenziale, comunque in linea con gli altri soggetti interpellati. Si frange giorno e notte al frantoio sociale della Cooperativa, sulla via Vicarese. Indaffaritissima Manuela Martini, coordinatrice e animatrice instancabile. Parla Michele Bonanni, una vita presidente della moderna struttura: «Nel frantoio si torna a più riprese. Bisogna conciliare le necessità di ognuno e di tutti. La spremitura, che segue la raccolta, è intervallata». «Va detto che la stagione - rimarca Bonanni - non è delle migliori. Le condizioni meteorologiche piutosto anomale hanno condizionato la maturazione delle drude, massicciamente attaccate dalla mosca olearia e dalla margaronia, meglio conosciuta come la farfallina killer. Cadono le foglie, specie quelle più giovani».  Ed ecco la testimonianza di Tiziano Nizzoli, titolare dell'azienda agricola che porta il suo nome: «A San Giuliano, e non solo, quasi tutti abbiamo deciso di anticipare raccolta e frangitura. Proprio per interrompere la caduta delle olive. Noi che produciamo olio biologico, esportando anche lontano, non siamo ricorsi alla chimica e alle cosiddette trappole. Non abbiamo insomma praticato alcun trattamento per combattere mosca e margaronia. La qualità viene prima della quantità».

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