Sicurezza
La tradizionale lotta tra i giovani talenti è finita con la presa del palazzo della Carovana
Sfida tra geni a suon di gavettoni
Gennaro Di Biase
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I ragazzi della Normale rispondono con gli idranti Il Sant'Anna assedia la Normale: ore di battaglia in piazza e sul lungarno
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PISA. È stata una guerra a base di gavettoni d'acqua e farina. Come da tradizione, all'inizio dell'anno accademico, gli studenti della Scuola Sant'Anna e della Normale - due atenei d'eccellenza - hanno animato il centro con un'allegra battaglia notturna. Se un primo assalto sul lungarno ha decretato il vantaggio dei normalisti, alla fine ha vinto la legione dei santannini, più numerosa e affamata di successo, contro una falange sensibilmente meno nutrita ma capace di geniali trovate militari. Verso mezzanotte, i santannini avevano coperto col loro vessillo il manifesto del bicentenario della Normale. Da quando i due prestigiosi istituti si sono scissi nel 1987, le "secchiate tra secchioni" sono un evento imperdibile per i rampolli dell'intellighenzia pisana (e italiana). La notte scorsa la lotta è stata quanto mai aspra, con un pubblico formato da una settantina di persone, attirate dalla resa dei conti in piazza dei Cavalieri. Cartelloni plastificati mutati in scudi, una miriade di palloncini trasformati in pallottole, sfottò reciproci più e meno pesanti. È certo, al Sant'Anna si formano grandi ingegneri: si vede dall'infallibilità della catapulta piazzata in un carrello. Indubbiamente, la Normale alimenta i suoi talenti col meglio degli strumenti possibili: si capisce dagli idranti strategicamente posizionati sui balconi del loro collegio. Questo il diario di guerra, filmato da nostro fotoreporter Fabio Muzzi e visibile sul sito www.iltirreno.it: alle 22.30 circa 100 santannini sono partiti da piazza Santa Caterina per un primo assalto concordato all'altezza del pensionato dei normalisti sul lungarno. Bersagliati dagli idranti e in mezzo ad automobilisti spaesati, il loro stoico motto è stato "resistere e soccombere". Le sorti del conflitto si sono però capovolte sul campo di battaglia in piazza dei Cavalieri: dopo aver astutamente trafugato la farina dei nemici, i santannini hanno spezzato le difese degli assediati e issato bandiera sulle scale della Normale, proprio dietro alla nuca di Cosimo de' Medici.
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