Sicurezza
Torna la musica dal vivo a San Zeno
Improvvisazioni di Conca, Oliva, Giust e Sanna
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PISA. Domenica alle 22 ritorna la musica nella splendida abbazia di San Zeno a Pisa con un concerto di un quartetto inedito che vede riuniti tra di loro, dalla Svizzera Paed Conca al clarinetto, clarinetto basso, violoncello e electro-acoustics; da Bologna Patrizia Oliva alla voce e elettronica; da Pisa Eugenio Sanna alle chitarre e oggetti e da Udine, Stefano Giust alle percussioni e batteria. Il concerto è stato organizzato dal Comune di Pisa, dall'assessorato alla Cultura, da Francesco Mariotti, dall'Ex Wide, dalla Società cooperativa Flu e dall' associazione L' Alba L'abbazia di San Zeno, ricca di storia e di mistero e le cui origini tramandano che risalga addirittura al decimo secolo, essendo inizialmente un luogo di culto dei monaci benedettini come anche sede misconosciuta dei cavalieri Templari, sconsacrata nel 1809 e designata successivamente come teatro di importanti manifestazioni culturali, sopratutto verso la prima metà degli anni' 80, era stata battezzata ufficialmente dalla musica anche a causa dell'acustica eccezionale. In quel periodo infatti e per ben un decennio, è stato uno dei luoghi deputati allo svolgimento dei concerti del Crim (Centro per la Ricerca sull'Improvvisazione Musicale) di Pisa e in questo splendido spazio sono stati registrati anche alcuni dischi importanti. Il concerto che di domenica vede riuniti in questa formazione quattro musicisti provenienti dalle esperienze ed aree più disparate ma legati tra loro dal sottile fascino e filo conduttore dell'improvvisazione Il loro background è infatti molteplice e multimediale. Nel caso del formidabile multistrumentista proveniente dall'antichissima città di Berna, Paed Conca, l'approccio è quello della composizione. Patrizia Oliva ha realizzato insieme a Stefano Giust l'importante duo di natura elettro-acustica, Eugenio Sanna, è uno dei musicisti italiani storici più originali e versatili. Per il concerto nell'abbazia di San Zeno, il quartetto godrà della complicità di un ambiente eccezionale. La musica potrà infatti spaziare agevolmente tra le navate stranamente irregolari e asimmetriche della chiesa, creando energie, echi e sonorità preziose, che sfruttando il lieve e naturale effetto di riverbero della chiesa stessa, si misceleranno tra di loro attraverso un serrato dialogo a più voci, in una costruzione avvincente, sottile, lirica ed espressiva.
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