Il Tirreno

Pisa

STRUTTURE PER UNIVERSITARI

Gianluca Campanella
La residenza in via Garibaldi
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La residenza in via Garibaldi

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 PISA. Alcuni borsisti sono in camera da inizio mese, ma ieri c'è stata l'inaugurazione ufficiale della residenza universitaria in via Garibaldi 64. Ai circa 1.700 posti letto messi a disposizione in città dal Diritto allo studio universitario (Dsu), se ne aggiungono altri 48. La cerimonia, per il sindaco Marco Filippeschi, è stata anche l'occasione per lanciare una lotta agli affitti in nero, «risorse tolte alla città», che si concentrano soprattutto sul "giro" degli studenti.  Il taglio del nastro è affidato alla vice presidente della Toscana Stella Targetti e a Filippeschi. Alla «buona notizia» del nuovo stabile, Targetti aggiunge la promessa di un «contrasto senza quartiere, in sede di conferenza Stato-Regioni, contro l'azzeramento del fondo integrativo per lo studio»: l'anno scorso 240 milioni di euro in tutt'Italia, in questo esercizio si scende a 96 milioni e nel 2011 a 23, da dividere tra venti regioni.  Filippeschi «auspica il concorso dei privati per dare piena risposta alla domanda dei vincitori delle borse di studio: ci stiamo avvicinando all'azzeramento delle liste d'attesa». Poi l'annuncio di «un accordo con Università e Guardia di Finanza per l'emersione del nero sulle locazioni degli universitari: la loro presenza è una risorsa per la città, che deve essere accolta con rispetto. Allo stesso tempo chiediamo agli studenti di essere buoni cittadini».  Anche Magda Beltrami, dirigente del Dsu, si pone «l'obiettivo di coprire tutti i vincitori, che quest'anno sono 2.690, circa duecento in più del 2009: è probabile che l'aumento sia legato al numero maggiore di iscritti all'Università; Pisa attrae sempre di più». Ma non nasconde, «in un giorno di festa», il punto dolente del Dsu in città: la residenza di via Paradisa, il cui contratto di locazione è scaduto nel settembre del 2009.  Enrico Peruzzi, direttore del Dsu regionale, ricostruisce la vicenda: «Noi abbiamo cercato di salvare la permanenza in via Paradisa, infatti ci siamo mossi due anni prima della data di disdetta. Ma il problema è che quell'edificio è stata costruito probabilmente in economia: infatti, nato con i soldi del Giubileo del 2000, cade già a pezzi».  È partito così un contenzioso con la proprietà, l'Inail, per recuperare i soldi di manutenzione straordinaria, «che notoriamente sono a carico del proprietario, ma che abbiamo "anticipato" noi e che stimiamo per difetto in almeno 500mila euro». Secondo Peruzzi, la risposta dell'Inail è stata «alzare il canone annuo da 600mila euro a 1,1 milioni e senza riferimento agli interventi fatti».  Sullo stabile c'è una destinazione d'uso che vincola fino al 2020 la finalità residenziale. Dopo tre aste andate deserte, Peruzzi non esclude di riprendere in mano la pratica: «Avvierò contatti con il Sant'Anna e la Scuola Normale, per vedere se c'è un interesse congiunto».

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