Sicurezza
Fu plagio, un anno e mezzo al professor Corradini
Candida Virgone
Il docente condannato ieri mattina: due mesi alla ricercatrice che lo aveva portato in tribunale
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PISA. Condannati ieri mattina in tribunale il professor Domenico Corradini, 68 anni, noto studioso del nostro ateneo, ex docente di Filosofia del diritto alla facoltà di Giurisprudenza, oggi in pensione, e una sua ex allieva, Adriana Prizreni, 43 anni, di Tirana, oggi ricercatrice alla facoltà di Legge di Lecce. I due erano accusati di plagio e reciprocamente di calunnia. Il giudice monocratico Luca Salutini ha inflitto al professore un anno e mezzo di pena, riconoscendo una provvisionale di 15mila euro per la parte civile, un ex allievo, e poi, assolvendo la ricercatrice dall'accusa di calunnia, ha riqualificato il reato di plagio ai sensi della legge 475 del 1925 sulla falsa attribuzione di lavori altrui e le ha dato due mesi di condanna. Il pm, Giancarlo Dominijanni, aveva chiesto due anni a testa per tutti e due, più 1.500 euro di multa per lui e 200 per lei. I singolari fatti risalgono al 2004, quando la dottoressa Prizreni presentò, per la tesi di dottorato, a Lecce, un lavoro sul diritto orale albanese, il Kanun, che si intitolava «Identità e differenze: l'Albania e il suo Kanun». Dopo quella data il professor Corradini pubblicò, sul sito del seminario giuridico dell'università, l'opera «Diritto consuetudinario albanese», che verrà sequestrata dalla procura durante le indagini, nel 2006. Quando la ricercatrice querelò Corradini accusandolo di plagio, lui consegnò al pm un dischetto, che, come scopre la polizia giudiziaria, era uscito dal pc di un giovane massese, Gianluca Carleschi, all'oscuro di tutto, oggi impiegato nell'agenzia di pratiche auto del padre: la sua tesi, che risale al 2002, si intitola «La vendetta di sangue nel Kanun di Lek Dukagjni». Il docente era difeso dagli avvocati Grassini e Caroleo Grimaldi di Roma, la ricercatrice dall'avvocato Calabro di Lucca. Parti civili figuravano tutti: i due imputati e l'autore della tesi che l'accusa ritiene riciclata dai due, Gianluca Carleschi, assistito dall'avv. Angelo Scarano di Massa.
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