Il Tirreno

Pisa

Sotto i cavalcavia e fra i canneti i campi nomadi abusivi

A sinistra, alcune baracche che sono dietro l’ospedale di Cisanello e, a destra, roulotte sotto il cavalcavia della superstrada a Ospedaletto
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A sinistra, alcune baracche che sono dietro l’ospedale di Cisanello e, a destra, roulotte sotto il cavalcavia della superstrada a Ospedaletto

Il più numeroso è a Ospedaletto (300), gli altri a Cisanello, Oratoio e Porta a Mare

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 PISA. La periferia della città è disseminata di campi nomadi abusivi. Ci sono ovuque. A Cisanello, Oratoio, Putignano, Porta a Mare. Campi abusivi che, nonostante il divieto dell'ordinanza sindacale del dicembre 2008, spuntano ogni settimana.  «Là dove c'è un canneto, di solito si nasconde qualcuno», dicono dalla sezione giudiziaria della polizia municipale. Oltre a Coltano, sul territorio comunale, non c'è più spazio per altri insediamenti. Eppure, il territorio comunale continua ad esercitare un "fascino" particolare. Ed ogni settimana, i vigili urbani ingaggiano una dura battaglia per fare fronte agli insediamenti. Sono stati quindici gli sgomberi effettuati fra settembre e ottobre. E, là dove intervengono le ruspe, per radere al suolo baracche fatiscenti, se l'area non viene sorvegliata 24 ore su 24, altri nomadi tornano ad accamparsi. È il motivo per cui, alla fine, la polizia municipale interviene soprattutto nei soliti luoghi.  Il campo nomadi abusivo più popolato è quello che si trova in via della Maggiore a Ospedaletto dove si trovano circa 300 macedoni, un campo che si trova in quest'area da quasi trent'anni.  Ma, al momento, la zona più "calda" è a Cisanello dove ci sono una quarantina di rumeni. Tra la rotatoria nuova e l'ospedale, c'è questo campo che, ultimamente, è stato al centro della cronaca dopo l'intervento del comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi, e la conferenza stampa di Africa Insieme. In quest'area, la polizia municipale è intervenuta più volte, sono stati eseguiti sgomberi, ma il problema si è poi riproposto. E questo vale anche per le baracche sotto il ponte delle Bocchette, a Putignano lato Est: qui vivono una quarantina di rumeni. Poi, c'è tutta l'area di Porta a Mare dove, nei pressi dell'argine, fra la vegetazione, nell'arco di una notte nascono baracche sparse un po' qua e là.  Inoltre, accanto al campo regolare di Coltano, vivono nelle baracche una trentina di persone rimaste fuori dal progetto "Città sottili" e sono in attesa che arrivino le case-container. Fra questi nomadi, c'è una coppia di kosovari arrestata nell'ambito dell'inchiesta sulla nomade quindicenne sequestrata, ridotta in schiavitù e violentata (e l'uomo è implicato nella faida con i macedoni).  Ma sul territorio, oltre a coloro che vivono regolarmente a Coltano, si sono famiglie nomadi che vivono in alloggi popolari. Alcuni rom hanno chiesto direttamente questa soluzione all'amministrazione comunale in quanto, lavorando, si possono permettere di pagare un pur modesto affitto.  Infine, non va dimenticato che l'amministrazione comunale per alleggerire la presenza dei nomadi sul territorio, nel maggio dell'anno scorso ha lanciato la proposta del rimpatrio volontario in Romania incentivato dal pagamento di una quota per famiglia, ma con l'accordo che questi nuclei non sarebbero più rientrati nel territorio pisano.

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