Italia
IL CASO DON ROTA MARTIR
La Curia sostiene il prete che difende i rom
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PISA. Le dichiarazioni pronunciate da don Agostino Rota Martir in difesa dei nomadi saranno oggetto di attenzione da parte degli inquirenti che così commentano le parole del prete: «Valuteremo se ascoltarlo e se queste dichiarazioni configurano ipotesi di reato». Don Agostino aveva affermato di conoscere bene quella ragazzina, di averla vista sempre serena nel campo e ha negato che «fosse "prigioniera". «Poteva muoversi liberamente - ha detto - e per le nozze abbiamo anche fatto una grande festa». Il sacerdote nega che la quindicenne «abbia mai subito violenze fisiche» e ipotizza che «possa essere stata indotta a rendere determinate testimonianze proprio dagli inquirenti». Proprio quest'ultima è l'affermazione al centro dell'attenzione da parte degli inquirenti. Don Agostino Rota Martir è stato nominato dall'Arcidiocesi pisana cappellano dei rom, sinti e circensi e al campo nomadi di Coltano, ormai da tanti anni, esercita questo ruolo. «È un sacerdote che lavora con impegno e serietà»: ha detto monsignor Enzo Lucchesini, vicario generale dell'Arcidiocesi pisana. Che aggiunge: «Chi lavora con gli ultimi necessita di grande rispetto». g.p.
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